INSIEME PER PEDRENGO
Dalle elezioni un anno è passato,
e niente di quanto promesso è stato effettuato!
Niente strade e niente scuole
solo tante belle parole!
L’aumento delle indennità
è la grande novità!
Dopo pochi mesi dall’inizio del mandato
il loro stipendio è aumentato!
Hanno rifiutato il fondo per i lavoratori
e vogliono nuovi uffici per gli Assessori!
In biblioteca il grande cambiamento
è internet a pagamento.
Giornali e riviste hanno dimezzato
e persino il cinema all’aperto viene politicizzato!
Il trasporto scolastico è aumentato
e nemmeno l’acqua pubblica hanno salvato.
Il Fondo anticrisi è stato rifiutato dall’amministrazione
e sono soli i lavoratori in cassaintegrazione.
Che dire della pista ciclabile più corta del mondo?
Si sta proprio toccando il fondo!
Poche delibere di Giunta e pochi Consigli comunali
in paese non si vedono scelte sostanziali.
Sul notiziario comunale e sui giornali
sono pubblicizzati interventi banali.
Chi amministra cerca una sterile contrapposizione,
ma questo non interessa all’opposizione
Insieme per Pedrengo ha solo una volontà:
gli interessi della comunità!
Il Gruppo “Insieme per Pedrengo”
domenica 26 settembre 2010
sabato 4 settembre 2010
Interrogazione sulle Case dell'acqua
Egr. Sindaco
Gabriele Gabbiadini
Comune di Pedrengo
Gabriele Gabbiadini
Comune di Pedrengo
Oggetto: Casa dell’Acqua
Il sottoscritti consiglieri comunali Fazzolari Franco e Ghislandi Giuseppe, del gruppo “Insieme per Pedrengo”, presentano la seguente interrogazione, come previsto dall’art. 19 e successivi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con richiesta di iscrizione all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile.
Egr. sig. Sindaco, Vi sarà certamente noto, il tema “acqua pubblica” oltre che aver raccolto un milione e mezzo di firme per promuovere un referendum in difesa di questo bene inalienabile, ha stimolato anche un proficuo dibattito sull’utilizzo di questa risorsa primaria per la popolazione.
Il nostro gruppo consiliare in data 19 gennaio 2010 ha presentato una mozione sul problema della privatizzazione dell’acqua pubblica, mozione discussa e respinta dalla maggioranza nella seduta del Consiglio comunale dell’8 febbraio successivo.
Nel dibattito il nostro gruppo aveva proposto di installare le case dell’acqua sulla scia di quanto avvenuto in 25 comuni dell’hinterland di Milano. In questi mesi nella provincia di Brescia sono stati installate circa 100 casette dell’acqua, mentre anche nella nostra provincia alcuni comuni hanno provveduto ad installare tali postazioni di distribuzione di acqua pubblica a km. zero.
Il 2 giugno nel nostro Comune, su iniziativa della locale associazione Acli, con la collaborazione di due nostri consiglieri comunali, si è provveduto alla raccolta delle firme necessarie per promuovere il referendum citato e sono stare raccolte oltre trecento firme di cittadini pedrenghesi.
Inoltre, è noto che le Acli della Lombardia lo scorso 2 agosto hanno inviato alla Giunta Regionale della Lombardia una lettera in merito alla gestione dell’acqua pubblica nella quale veniva espressa la loro viva preoccupazione dopo aver saputo che, secondo alcune anticipazioni giornalistiche, la Giunta regionale valuterà nei prossimi giorni l’approvazione di una legge che recepisce le direttive del Decreto Ronchi in tema di governo delle risorse idriche, aprendo le porte al commercio dell'acqua. Le Acli invitavano a una riflessione sulle molteplici implicazioni che una scelta di questo tipo, configurabile a tutti gli effetti come un’operazione di tipo commerciale, potrebbe comportare soprattutto a scapito della collettività e del bene comune. Il documento si concludeva dicendo:
“Il decreto Ronchi del 2009, alla cui abrogazione le Acli stanno dando il loro appoggio tramite l'iniziativa referendaria, rischia di contribuire all'impoverimento delle famiglie, nonché ad un forte depauperamento dei bilanci degli enti pubblici, rendendo più onerose le stesse attività produttive. Ciò che si intende quindi sottolineare, con spirito costruttivo e profondo rispetto per le attività e le decisioni istituzionali, è che occorra lavorare affinché il mercato possa esercitare una funzione di sviluppo e non divenire strumento di asservimento o di iniqua distribuzione delle risorse: fermare le speculazioni sull'acqua, ascoltando le perplessità sulla sua privatizzazione che arrivano dagli strati popolari e produttivi, costituisce un modo concreto per guardare al futuro. Per queste ragioni, le Acli della Lombardia invitano la Giunta regionale a tener conto del significato politico dell'iniziativa referendaria per l'acqua pubblica, che non parteggia per nessun partito o schieramento, ma che si pone dalla parte dei cittadini che chiedono di preservare il bene pubblico dell'acqua, non rendendolo oggetto di normale commercio privato”.
La Chiesa Cattolica ha sostenuto con fermezza, con un Documento della
Commissione Giustizia e pace in occasione del Forum di Kyoto, che l’acqua è un
“diritto umano” ed ha espresso serie riserve sui processi di gestione delegata
al mercato.
Anche il Consiglio Generale di Agesci ha sottolineato l’importanza della gestione e di un’educazione all’acqua bene comune esprimendo sostegno al referendum e la Caritas Italiana ha espresso la propria sensibilità verso l’acqua bene comune di interesse pubblico.
Tenuto presente che nell’ambito delle scelte operative di Agenda 21 il Comune di Scanzorosciate è intenzionato a collocare sul proprio territorio le case dell’acqua. Nella riunione dello scorso mercoledì 21 luglio, infatti, l’Assessore all’Ambiente di Scanozrosciate nel suo intervento al Parco del Sole di Scanzorosciate ha delineato tutta una serie di azioni per la tutela dell’ambiente e sensibilizzare sui problemi dell’ecosistema come posizionare sul proprio territorio comunale delle case per la distribuzione dell’acqua e Lei, non citando concretamente esempi di interventi, espresse l’auspicio di tradurre le promesse e quanto emerso lungo il percorso di Agenda 21 in operazioni da attuare, anche proseguendo nella collaborazione con Scanzorosciate.
Considerato che la crisi economico finanziaria produce i suoi effetti, che possono essere anche positivi, sul consumo delle persone ed in particolare sui nostri concittadini. È ora chiaro che il futuro sarà un luogo pieno di sfide destinate a cambiare il processo di crescita che ci ha accompagnato fino ad ora, soprattutto in questi ultimi anni.
Consapevoli che la parte pubblica e in particolare le istituzioni, devono farsi carico di promuovere iniziative che vadano nella direzione di un aiuto concreto alla spesa della famiglia e di un consumo “verde” e sostenibile delle risorse della terra.
Una delle iniziative scaturite da questo movimento, considerato che spesso gli acquedotti comunali garantiscono acqua “buona”, è stata certamente la promozione e lo stimolo per i comuni ad installare sul proprio territorio:
“LE CASE DELL' ACQUA”
In particolare la società pubblica provinciale UNIACQUE di cui il nostro comune è socio, o comunque altre società facilmente identificabili, suggerite anche dal protocollo europeo di Agenda 21, possono fornire l’assistenza necessaria per l’installazione delle “casette” nelle nostre piazze, che allacciandosi alla rete idrica, erogano acqua filtrata secondo processi di raggi UV e altri processi di purificazione.
Il costo che l’Amministrazione deve sostenere è quello dell’installazione, che in base alle capacità contrattuali può anche essere sponsorizzata, e la manutenzione annuale.
Il cittadino, non solo può usufruire dell’acqua sempre fresca, a KM 0, non trasporta più bottiglie pesanti, non consuma sacchi interi di bottiglie di plastica e soprattutto, in base alle scelte dell’amministrazione, può avere acqua gratis o a pochissimi centesimi al litro (entro i 10 centesimi per quella frizzante).
Il nostro Gruppo Consiliare “Insieme per Pedrengo” naturalmente esprime il proprio consenso a queste buone prassi delle amministrazioni locali e pertanto
INTERROGA
il Sindaco e la Giunta Comunale sulla volontà di condividere tali iniziative e quali azioni intendono intraprendere per installare sul nostro territorio uno o più distributore di acqua pubblica.
Per il gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Franco Fazzolari
Giuseppe Ghislandi
Etichette:
interrogazione sulle Case dell'acqua
Egr. Sindaco
Gabriele Gabbiadini
Comune di Pedrengo
Gabriele Gabbiadini
Comune di Pedrengo
Oggetto: Casa dell’Acqua
Il sottoscritti consiglieri comunali Fazzolari Franco e Ghislandi Giuseppe, del gruppo “Insieme per Pedrengo”, presentano la seguente interrogazione, come previsto dall’art. 19 e successivi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con richiesta di iscrizione all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile.
Egr. sig. Sindaco, Vi sarà certamente noto, il tema “acqua pubblica” oltre che aver raccolto un milione e mezzo di firme per promuovere un referendum in difesa di questo bene inalienabile, ha stimolato anche un proficuo dibattito sull’utilizzo di questa risorsa primaria per la popolazione.
Il nostro gruppo consiliare in data 19 gennaio 2010 ha presentato una mozione sul problema della privatizzazione dell’acqua pubblica, mozione discussa e respinta dalla maggioranza nella seduta del Consiglio comunale dell’8 febbraio successivo.
Nel dibattito il nostro gruppo aveva proposto di installare le case dell’acqua sulla scia di quanto avvenuto in 25 comuni dell’hinterland di Milano. In questi mesi nella provincia di Brescia sono stati installate circa 100 casette dell’acqua, mentre anche nella nostra provincia alcuni comuni hanno provveduto ad installare tali postazioni di distribuzione di acqua pubblica a km. zero.
Il 2 giugno nel nostro Comune, su iniziativa della locale associazione Acli, con la collaborazione di due nostri consiglieri comunali, si è provveduto alla raccolta delle firme necessarie per promuovere il referendum citato e sono stare raccolte oltre trecento firme di cittadini pedrenghesi.
Inoltre, è noto che le Acli della Lombardia lo scorso 2 agosto hanno inviato alla Giunta Regionale della Lombardia una lettera in merito alla gestione dell’acqua pubblica nella quale veniva espressa la loro viva preoccupazione dopo aver saputo che, secondo alcune anticipazioni giornalistiche, la Giunta regionale valuterà nei prossimi giorni l’approvazione di una legge che recepisce le direttive del Decreto Ronchi in tema di governo delle risorse idriche, aprendo le porte al commercio dell'acqua. Le Acli invitavano a una riflessione sulle molteplici implicazioni che una scelta di questo tipo, configurabile a tutti gli effetti come un’operazione di tipo commerciale, potrebbe comportare soprattutto a scapito della collettività e del bene comune. Il documento si concludeva dicendo:
“Il decreto Ronchi del 2009, alla cui abrogazione le Acli stanno dando il loro appoggio tramite l'iniziativa referendaria, rischia di contribuire all'impoverimento delle famiglie, nonché ad un forte depauperamento dei bilanci degli enti pubblici, rendendo più onerose le stesse attività produttive. Ciò che si intende quindi sottolineare, con spirito costruttivo e profondo rispetto per le attività e le decisioni istituzionali, è che occorra lavorare affinché il mercato possa esercitare una funzione di sviluppo e non divenire strumento di asservimento o di iniqua distribuzione delle risorse: fermare le speculazioni sull'acqua, ascoltando le perplessità sulla sua privatizzazione che arrivano dagli strati popolari e produttivi, costituisce un modo concreto per guardare al futuro. Per queste ragioni, le Acli della Lombardia invitano la Giunta regionale a tener conto del significato politico dell'iniziativa referendaria per l'acqua pubblica, che non parteggia per nessun partito o schieramento, ma che si pone dalla parte dei cittadini che chiedono di preservare il bene pubblico dell'acqua, non rendendolo oggetto di normale commercio privato”.
La Chiesa Cattolica ha sostenuto con fermezza, con un Documento della
Commissione Giustizia e pace in occasione del Forum di Kyoto, che l’acqua è un
“diritto umano” ed ha espresso serie riserve sui processi di gestione delegata
al mercato.
Anche il Consiglio Generale di Agesci ha sottolineato l’importanza della gestione e di un’educazione all’acqua bene comune esprimendo sostegno al referendum e la Caritas Italiana ha espresso la propria sensibilità verso l’acqua bene comune di interesse pubblico.
Tenuto presente che nell’ambito delle scelte operative di Agenda 21 il Comune di Scanzorosciate è intenzionato a collocare sul proprio territorio le case dell’acqua. Nella riunione dello scorso mercoledì 21 luglio, infatti, l’Assessore all’Ambiente di Scanozrosciate nel suo intervento al Parco del Sole di Scanzorosciate ha delineato tutta una serie di azioni per la tutela dell’ambiente e sensibilizzare sui problemi dell’ecosistema come posizionare sul proprio territorio comunale delle case per la distribuzione dell’acqua e Lei, non citando concretamente esempi di interventi, espresse l’auspicio di tradurre le promesse e quanto emerso lungo il percorso di Agenda 21 in operazioni da attuare, anche proseguendo nella collaborazione con Scanzorosciate.
Considerato che la crisi economico finanziaria produce i suoi effetti, che possono essere anche positivi, sul consumo delle persone ed in particolare sui nostri concittadini. È ora chiaro che il futuro sarà un luogo pieno di sfide destinate a cambiare il processo di crescita che ci ha accompagnato fino ad ora, soprattutto in questi ultimi anni.
Consapevoli che la parte pubblica e in particolare le istituzioni, devono farsi carico di promuovere iniziative che vadano nella direzione di un aiuto concreto alla spesa della famiglia e di un consumo “verde” e sostenibile delle risorse della terra.
Una delle iniziative scaturite da questo movimento, considerato che spesso gli acquedotti comunali garantiscono acqua “buona”, è stata certamente la promozione e lo stimolo per i comuni ad installare sul proprio territorio:
“LE CASE DELL' ACQUA”
In particolare la società pubblica provinciale UNIACQUE di cui il nostro comune è socio, o comunque altre società facilmente identificabili, suggerite anche dal protocollo europeo di Agenda 21, possono fornire l’assistenza necessaria per l’installazione delle “casette” nelle nostre piazze, che allacciandosi alla rete idrica, erogano acqua filtrata secondo processi di raggi UV e altri processi di purificazione.
Il costo che l’Amministrazione deve sostenere è quello dell’installazione, che in base alle capacità contrattuali può anche essere sponsorizzata, e la manutenzione annuale.
Il cittadino, non solo può usufruire dell’acqua sempre fresca, a KM 0, non trasporta più bottiglie pesanti, non consuma sacchi interi di bottiglie di plastica e soprattutto, in base alle scelte dell’amministrazione, può avere acqua gratis o a pochissimi centesimi al litro (entro i 10 centesimi per quella frizzante).
Il nostro Gruppo Consiliare “Insieme per Pedrengo” naturalmente esprime il proprio consenso a queste buone prassi delle amministrazioni locali e pertanto
INTERROGA
il Sindaco e la Giunta Comunale sulla volontà di condividere tali iniziative e quali azioni intendono intraprendere per installare sul nostro territorio uno o più distributore di acqua pubblica.
Per il gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Franco Fazzolari
Giuseppe Ghislandi
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interrogazione sulle Case dell'acqua
domenica 8 agosto 2010
I fuori-programma dell'Amministrazione comunale di Uniti per il Cambiamento
Trascorso un anno dalle elezioni è giusto fare un bilancio e domandarsi che cosa abbia fatto l’Amministrazione comunale di “Uniti per il Cambiamento” in dodici mesi di mandato. Dicevano che erano “quelli del fare”, ma i fatti parlano chiaro: in paese non si vedono cambiamenti, anzi si assiste a scelte che comportano un’involuzione per Pedrengo. Si tratta di fuori-programma che l’attuale maggioranza certamente non reclamizza e non aveva dichiarato ai cittadini come obiettivi del proprio programma elettorale:
• Si sono aumentati gli stipendi per Sindaco e Assessori.
• Hanno aumentato il costo del trasporto scolastico.
• Hanno stabilito un costo per l’utilizzo di Internet in biblioteca.
• Non stanno più concedendo finanziamenti ad alcune Associazioni di Volontariato.
• Hanno eliminato la Consulta Giovanile.
• Hanno escluso i rappresentanti delle Associazioni dalla Commissione Servizi Sociali.
• Hanno ridimensionato le manifestazioni socio culturali.
• Per la scarsa chiarezza di idee dell’Assessore all’Istruzione hanno generato il caos nel trasporto scolastico, nella mensa e negli orari di ingresso a scuola.
• Hanno votato a favore della legge per la privatizzazione dell’acqua.
E ci sono le operazioni di facciata:
• Hanno trasformato la Piazza Pertini in parcheggio per i dipendenti comunali.
• Hanno allargato, spostato gli ulivi e pitturato la rotatoria davanti al Municipio.
• Hanno creato la pista ciclopedonale “più corta del mondo” (48 m!) in via Giardini, che inizia e finisce nel nulla.
Definiscono “sempre più sostanzioso pacchetto anticrisi” i miseri 1.600 euro donati dalla Banca Credito Cooperativo e invece di mantenere la “dignità del silenzio” fanno scrivere un mega-articolo su L’Eco di Bergamo. Però nel Consiglio comunale del 21 giugno scopriamo che si sprecano soldi, non sappiamo di preciso quanti – magari 5.000 euro! – per pagare un addetto stampa. Forse quello che cura i loro a volte umilianti articoli sulla stampa locale.
Per i prossimi anni non sono previsti lavori che superino i 100.000 €. Quindi non è in programma nessuna delle grandi opere promesse (Scuola media in Via Giardini…).
L’unica opera prevista è la trasformazione del vecchio municipio in nuova sede della Polizia Locale e Sala consiliare, con una spesa di 83.900 €.
Sono previsti solamente dei concorsi di idee per la Scuola Media e gli Impianti Sportivi e la progettazione dell’infrastruttura Wireless (15.000 € + 15.000 € + 20.000 € ).
Poi, l’amministrazione comunale ha previsto soltanto:
• la sistemazione di via del Caravaggio (già programmata e finanziata dall’Amministrazione Perini).
• un tratto di pista ciclopedonale in via del Tonale (circa 60.000 €).
• interventi sugli impianti sportivi per cifre irrisorie nel 2011 (mutuo di 70.000 €).
• la sola recinzione della piattaforma ecologica ( 39.500 €).
• acquisti per gli impianti sportivi, per la Scuola, per la Sicurezza, per i Servizi Sociali, soltanto se saranno finanziati dagli sponsor, che per adesso non ci sono. Altrimenti non se ne fa niente!
A quanto pare, tutte le promesse dell’attuale amministrazione comunale sono sparite dopo la campagna elettorale.
Per giustificare il loro immobilismo gli attuali amministratori rivolgono critiche al passato, ma dopo un anno di mandato è ora che assumano le proprie responsabilità e che agiscano per risolvere i problemi della comunità.
LE NOSTRE PROPOSTE IN QUEST’ANNO
INSIEME PER PEDRENGO, oltre a svolgere il ruolo di controllo, cerca in ogni modo di essere propositiva. Ecco le nostre proposte:
• il vecchio municipio, con un costo di circa 20.000 €, doveva diventare la sede delle Associazioni e un Centro di Aggregazione Sociale (NON accettata).
• Non venisse rovinata la Piazza Pertini per trasformarla in parcheggio (NON accettata).
• Abbiamo chiesto che con i 60.000 € risparmiati per la trasformazione del vecchio municipio si completassero i lavori di messa norma della piattaforma ecologica. La sola recinzione, per legge, non basta e tra un anno potrebbe non essere più utilizzabile. Quante risorse verranno meno alla Parrocchia se ciò accadesse? (NON accettata).
• Secondo noi la pista ciclopedonale di via Giardini doveva collegare l’area feste del parco Frizzoni con il parcheggio del centro sportivo (NON accettata).
• La rotatoria davanti al Comune poteva non essere allargata.
• Abbiamo chiesto che 50.000 € per inutili concorsi di idee venissero meglio utilizzati (NON accettata).
• Secondo noi, gli Amministratori, in tempi di sacrifici per tutti, non avrebbero dovuto aumentarsi le indennità. Con quei soldi (22.750 € per il 2010) sarebbe stato possibile soddisfare le richieste di sovvenzione delle Associazioni, evitare l’aumento del costo del trasporto scolastico, non far pagare il collegamento ad Internet in biblioteca.
• Abbiamo proposto, indicando dove prendere le risorse, di creare un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà economiche per sostenerle nel pagamento delle bollette, dei libri scolastici,... (NON accettata).
• Abbiamo chiesto che il Consiglio Comunale votasse contro la privatizzazione dell’acqua, perché non finisca in mano agli speculatori (NON accettata).
• Abbiamo più volte chiesto che fine ha fatto il parco sul fiume Serio (area Tadini). Nessuna risposta.
INSIEME PER PEDRENGO
Lista civica
• Si sono aumentati gli stipendi per Sindaco e Assessori.
• Hanno aumentato il costo del trasporto scolastico.
• Hanno stabilito un costo per l’utilizzo di Internet in biblioteca.
• Non stanno più concedendo finanziamenti ad alcune Associazioni di Volontariato.
• Hanno eliminato la Consulta Giovanile.
• Hanno escluso i rappresentanti delle Associazioni dalla Commissione Servizi Sociali.
• Hanno ridimensionato le manifestazioni socio culturali.
• Per la scarsa chiarezza di idee dell’Assessore all’Istruzione hanno generato il caos nel trasporto scolastico, nella mensa e negli orari di ingresso a scuola.
• Hanno votato a favore della legge per la privatizzazione dell’acqua.
E ci sono le operazioni di facciata:
• Hanno trasformato la Piazza Pertini in parcheggio per i dipendenti comunali.
• Hanno allargato, spostato gli ulivi e pitturato la rotatoria davanti al Municipio.
• Hanno creato la pista ciclopedonale “più corta del mondo” (48 m!) in via Giardini, che inizia e finisce nel nulla.
Definiscono “sempre più sostanzioso pacchetto anticrisi” i miseri 1.600 euro donati dalla Banca Credito Cooperativo e invece di mantenere la “dignità del silenzio” fanno scrivere un mega-articolo su L’Eco di Bergamo. Però nel Consiglio comunale del 21 giugno scopriamo che si sprecano soldi, non sappiamo di preciso quanti – magari 5.000 euro! – per pagare un addetto stampa. Forse quello che cura i loro a volte umilianti articoli sulla stampa locale.
Per i prossimi anni non sono previsti lavori che superino i 100.000 €. Quindi non è in programma nessuna delle grandi opere promesse (Scuola media in Via Giardini…).
L’unica opera prevista è la trasformazione del vecchio municipio in nuova sede della Polizia Locale e Sala consiliare, con una spesa di 83.900 €.
Sono previsti solamente dei concorsi di idee per la Scuola Media e gli Impianti Sportivi e la progettazione dell’infrastruttura Wireless (15.000 € + 15.000 € + 20.000 € ).
Poi, l’amministrazione comunale ha previsto soltanto:
• la sistemazione di via del Caravaggio (già programmata e finanziata dall’Amministrazione Perini).
• un tratto di pista ciclopedonale in via del Tonale (circa 60.000 €).
• interventi sugli impianti sportivi per cifre irrisorie nel 2011 (mutuo di 70.000 €).
• la sola recinzione della piattaforma ecologica ( 39.500 €).
• acquisti per gli impianti sportivi, per la Scuola, per la Sicurezza, per i Servizi Sociali, soltanto se saranno finanziati dagli sponsor, che per adesso non ci sono. Altrimenti non se ne fa niente!
A quanto pare, tutte le promesse dell’attuale amministrazione comunale sono sparite dopo la campagna elettorale.
Per giustificare il loro immobilismo gli attuali amministratori rivolgono critiche al passato, ma dopo un anno di mandato è ora che assumano le proprie responsabilità e che agiscano per risolvere i problemi della comunità.
LE NOSTRE PROPOSTE IN QUEST’ANNO
INSIEME PER PEDRENGO, oltre a svolgere il ruolo di controllo, cerca in ogni modo di essere propositiva. Ecco le nostre proposte:
• il vecchio municipio, con un costo di circa 20.000 €, doveva diventare la sede delle Associazioni e un Centro di Aggregazione Sociale (NON accettata).
• Non venisse rovinata la Piazza Pertini per trasformarla in parcheggio (NON accettata).
• Abbiamo chiesto che con i 60.000 € risparmiati per la trasformazione del vecchio municipio si completassero i lavori di messa norma della piattaforma ecologica. La sola recinzione, per legge, non basta e tra un anno potrebbe non essere più utilizzabile. Quante risorse verranno meno alla Parrocchia se ciò accadesse? (NON accettata).
• Secondo noi la pista ciclopedonale di via Giardini doveva collegare l’area feste del parco Frizzoni con il parcheggio del centro sportivo (NON accettata).
• La rotatoria davanti al Comune poteva non essere allargata.
• Abbiamo chiesto che 50.000 € per inutili concorsi di idee venissero meglio utilizzati (NON accettata).
• Secondo noi, gli Amministratori, in tempi di sacrifici per tutti, non avrebbero dovuto aumentarsi le indennità. Con quei soldi (22.750 € per il 2010) sarebbe stato possibile soddisfare le richieste di sovvenzione delle Associazioni, evitare l’aumento del costo del trasporto scolastico, non far pagare il collegamento ad Internet in biblioteca.
• Abbiamo proposto, indicando dove prendere le risorse, di creare un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà economiche per sostenerle nel pagamento delle bollette, dei libri scolastici,... (NON accettata).
• Abbiamo chiesto che il Consiglio Comunale votasse contro la privatizzazione dell’acqua, perché non finisca in mano agli speculatori (NON accettata).
• Abbiamo più volte chiesto che fine ha fatto il parco sul fiume Serio (area Tadini). Nessuna risposta.
INSIEME PER PEDRENGO
Lista civica
RESOCONTO DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 28 LUGLIO 2010
Lo scorso mercoledì 28 luglio 2010 si è riunito il Consiglio comunale. Il primo punto all’Ordine del Giorno ha visto l’approvazione dei verbali della seduta del 21 giugno. Dopo di ciò, si è discusso il secondo punto all’odg, ovvero “Esame ed approvazione Regolamento per la concessione di locali comunali”. La discussione è stata molto articolata. Inizialmente, il Sindaco ha ceduto la parola all’Assessore ai Servizi Sociali, che ha fornito un’illustrazione del nuovo regolamento. Subito dopo, il Sindaco ha spiegato che questo regolamento è stato pensato per mettere ordine alla concessione di spazi pubblici da parte dell’amministrazione comunale. Sono state definite diverse categorie di richieste per riunioni: occasionali, per i gruppi che chiedono uno spazio al Comune per riunirsi in modo non abituale; temporanee, come un sindacato che chiede di poter usufruire per un determinato periodo di tempo di uno spazio comunale e gli spazi assegnati alle associazioni presenti sul territorio che forniscono servizi per la comunità. Ai gruppi sarà chiesto di partecipare alle spese per le utenze e l’Amministrazione comunale stabilirà quali gruppi dovranno pagare una tariffa e la cifra stabilita di volta in volta per i diversi gruppi oppure quali potranno utilizzarli a titolo gratuito. Insieme per Pedrengo ha proposto undici emendamenti al regolamento. Il Consigliere di Insieme per Pedrengo Franco Fazzolari ha spiegato che alla base delle proposte di modifica presentate c’è il considerare il regolamento come uno strumento che deve avere un valore per più di un mandato amministrativo: non sono condizioni pregiudiziali, ma si fondano sulla convinzione che sia necessario normare in modo lungimirante. Il Sindaco chiede se Insieme per Pedrengo voglia discutere gli emendamenti uno per uno oppure no in quanto la maggioranza di Uniti per il Cambiamento ha deciso di rigettare tutte le loro proposte. Fazzolari ha risposto dicendo che gli emendamenti come da regolamento vanno discussi e votati uno per uno.
• Il primo emendamento, considerando che i locali comunali sono presenti in quantità limitata, proponeva di allegare al regolamento un elenco degli edifici disponibili e una loro planimetria in modo di poter gestire al meglio gli spazi pubblici e fornire ai gruppi le sedi più adatte per ospitarli. Per esempio, se un’associazione ha molti membri, necessiterà di uno spazio più voluminoso. Il Sindaco ha risposto dicendo che l’emendamento è pertinente, ma allegare una planimetria è una questione tecnica e che un regolamento non è un manuale. Fazzolari ha dichiarato di non essere soddisfatto di quanto detto dal Sindaco e ha sottolineato che si trattava di una proposta assolutamente di buonsenso. Inoltre, Fazzolari ha inoltre fatto presente che la proposta è duplice: in primo luogo si chiede di allegare un elenco di spazi pubblici e in secondo luogo una planimetria. L’Assessore all’Istruzione Zenoni ha commentato dicendo che prima di allegare elenco e planimetria l’Amministrazione comunale ha bisogno di sapere quali gruppi chiedono i locali, poi la maggioranza deciderà. Fazzolari ironizza domandando se le associazioni devono chiedere di usare locali non identificati. L’Assessore all’Urbanistica Nava ha risposto che la presenza di edifici non agibili o da sistemare rende difficoltoso definire con precisione la situazione degli edifici pubblici. Poi si è domandato se, in caso di variazioni, bisognerà modificare il regolamento. Il Consigliere Perini ha osservato che quest’Amministrazione comunale ha già modificato in diverse occasioni i regolamenti senza porsi troppi problemi. Inoltre, in questo caso sarebbe sufficiente modificare l’allegato al regolamento. Fazzolari ha ribadito che lo spazio per ospitare le associazioni c’è ed è il vecchio Municipio che, al massimo, richiede modifiche di piccole entità eseguibili con cifre contenute. Il Consigliere di Insieme per Pedrengo Mirco Perini ha sottolineato che l’inserimento di elenco e planimetrie non è affatto un processo macchinoso, in quanto si può semplicemente cambiare l’allegato. Il Capogruppo Daniele De Sanctis dichiara che è una questione di chiarezza e che la proposta di Insieme per Pedrengo è ben comprensibile. Il Sindaco ha detto che non sta né in cielo né in terra inserire elenco e planimetria dei locali disponibili in un regolamento che disciplini la loro concessione e ha osservato che il regolamento regolamenta e non vanno inseriti elenchi pur se riguardanti il suo contenuto. Gli spazi saranno decisi in base alle esigenze dell’amministrazione comunale. Il Consigliere di Lega per Pedrengo Masper ha affermato che i locali dovrebbero già essere stati identificati dall’amministrazione comunale prima dell’approvazione del regolamento. Il Sindaco ha ribattuto dicendo che la Giunta non ha ancora deliberato per individuare i locali disponibili. La Giunta deciderà quali e quanti locali destinare a uso pubblico. L’emendamento non viene accolto dalla maggioranza.
• Fazzolari spiega che il secondo emendamento si propone di chiarire un’ambiguità del regolamento, che recita: “di norma la concessione dei locali è onerosa”. Insieme per Pedrengo propone di specificare se l’utilizzo dei locali è oneroso o gratuito, togliendo l’espressione “di norma”, che dà discrezionalità all’amministrazione comunale, lasciando aperta la porta all’amministrazione comunale di fare ciò che più la aggrada senza che nessuno possa obiettar nulla. Il discorso non è riferito a quest’amministrazione, ma guarda alla necessità di normare non in base alle esigenze estemporanee. La proposta non viene accolta dalla maggioranza.
• Il terzo emendamento chiedeva di definire per quali categorie di associazioni, (per esempio le ONLUS?) sarà previsto l’uso gratuito dei locali, fissando dei criteri chiari e trasparenti per stabilire i parametri per uso gratuito o applicazione di tariffe. Il Sindaco risponde dicendo che non vuole che il regolamento ingessi l’amministrazione comunale, che vuole tenere un certo margine di discrezionalità in quanto Uniti per il Cambiamento rappresenta la maggioranza dei cittadini e può decidere di darsi discrezionalità. De Sanctis domanda se per ogni concessione dovrà esserci una delibera. Il Sindaco ribatte che è meglio fare delibere anziché non farle, come avveniva in assenza del regolamento. Fazzolari ancora una volta chiede al Sindaco di non parlare del passato in quanto è stato eletto per parlare di ciò che farà e non di ciò che non è stato fatto o l’operato altrui, di cui Insieme per Pedrengo si assume ogni responsabilità. L’emendamento non viene accolto dalla maggioranza.
• Il quarto emendamento è stato ritirato.
• Il quinto emendamento chiedeva all’amministrazione comunale di non inserire l’obbligo per ogni associazione di presentare in Comune il proprio rendiconto finanziario. Fazzolari mostra scetticismo sulla necessità di questa imposizione per le associazioni: è una prevaricazione. Il Segretario ha detto che ogni amministrazione comunale decide se domandare alle associazioni di presentare il proprio rendiconto o meno. L’emendamento non viene accolto dalla maggioranza.
• Il sesto emendamento evidenziava un paradosso contenuto nel testo del regolamento: in caso di danni – si legge – il concessionario può pagare per sé o per gli altri, cioè pro quota o per intero, in caso di un locale concesso a più gruppi. Secondo Insieme per Pedrengo non è giusto in quanto ognuno deve pagare per sé. Il Sindaco risponde dicendo che il Comune ha il coltello dalla parte del manico con questo regolamento. La proposta non viene accolta dalla maggioranza.
• Il settimo emendamento chiedeva all’Amministrazione comunale di eliminare la condizione che Uniti per il Cambiamento impone alle associazioni di svolgere attività che rientrino nelle linee programmatiche di Uniti per il Cambiamento. Fazzolari dice che Insieme per Pedrengo è contraria a questa forma di condizionamento dell’associazionismo e alla formazione di monoblocchi culturali perché minano la democrazia e impediscono la pluralità di iniziative in nome di ideologie. Il Consigliere di Insieme per Pedrengo Mirco Perini chiede al Sindaco di conoscere il parere tecnico degli Uffici comunali e il Sindaco risponde dicendo che non c’è. De Sanctis, giusto per citare un esempio di chiusura dell’Amministrazione comunale verso chi non rientra nella propria concezione politica, ricorda il rifiuto della sede al proprio gruppo. Fazzolari dichiara di non essere soddisfatto della risposta del Sindaco.
• L’ottavo emendamento proponeva di chiarire una contraddizione insita nel testo del regolamento: è prevista la concessione della sede alle associazioni per non più di un anno. Fazzolari chiede come verrà applicato tale principio con le associazioni che hanno una convenzione di durata pluriennale con il Comune. Inoltre, sottolinea che il Consiglio comunale stava approvando un regolamento che dovrebbe normare in modo chiaro e che non si sta giocando. De Sanctis rispiega al Sindaco che Insieme per Pedrengo chiede più certezza per le associazioni, in modo che possano contare su una sede. Soprattutto, le associazioni che hanno una convenzione di più anni devono avere la disponibilità di un posto dove svolgere la propria attività.
• Gli emendamenti numero nove e dieci chiedevano alla maggioranza di togliere la dicitura che prevede il venir meno di uno spazio per le associazioni qualora si manifestino priorità stabilite dalla Giunta. Fazzolari osserva che questo regolamento è stato scritto per le esigenze politiche dell’amministrazione comunale e non per quelle delle associazioni: sarà un potente mezzo per togliere la sede mettendo in difficoltà i gruppi operanti sul territorio. Il Sindaco, inizialmente, ha detto che si fa riferimento a situazioni imprevedibili. Tuttavia, il regolamento in discussione già prevede che gli spazi comunali, in casi di calamità naturali, di necessità o di interesse pubblico siano lasciati liberi. Insieme per Pedrengo contesta la facoltà di togliere le associazioni dalla propria sede per discrezionalità della maggioranza in qualsiasi momento. Fazzolari, quindi, dichiara di non essere soddisfatto della risposta del Sindaco perché ha deviato il discorso. Insieme per Pedrengo sostiene che sia giusto lasciare liberi gli edifici pubblici in caso di calamità, ma per esigenze deliberate dalla Giunta no. Il Sindaco ha risposto dicendo che il padrone di casa è l’amministrazione comunale e quindi decide sull’uso dei locali comunali. Anche quest’emendamento non passa. Per la maggioranza, il Consigliere Tomaselli osserva che Insieme per Pedrengo non deve citare, far riferimento o confutare il parere tecnico espresso dagli uffici. Il Capogruppo di Insieme per Pedrengo Daniele De Sanctis risponde che ogni consiglieri del suo gruppo è libero di dire quello che ritiene più opportuno e di esprimere la propria visione del paese.
Si giunge alle dichiarazioni di voto. Il Capogruppo Daniele De Sanctis, inizialmente interrotto dal Sindaco, annuncia che Insieme per Pedrengo vota contro il regolamento in quanto contrasta con i propri principi, rispecchia soltanto le esigenze dell’amministrazione comunale senza considerare quelle delle associazioni. Inoltre, le associazioni non hanno avuto nemmeno la possibilità di esprimere un proprio parere consultivo in quanto nel tavolo delle associazioni non si è parlato del regolamento.
De Sanctis spiega che Insieme per Pedrengo, in un primo momento, aveva pensato di rigettare direttamente il regolamento in discussione, poi ha pensato di proporre ugualmente emendamenti per cercare di migliorarlo.
Il punto numero tre all’Ordine del Giorno prevedeva la proposta di modifica del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale in materia di gestione dei flussi documentali per l'esercizio del mandato amministrativo ed in materia di convocazione dell'organo consiliare con riferimento all’introduzione della posta elettronica certificata. Il Sindaco dice che l’utilizzo della PEC rappresenta un grande passo in avanti. I Consiglieri che desiderano avere i documenti in forma cartacea dovranno fare richiesta scritta in Comune. Chi non è dotato di connessione a internet potranno utilizzare una postazione presso la biblioteca comunale per consultare la propria casella di posta. Il Sindaco dice che la PEC non sarà imposta, ma è meglio utilizzarla. Il problema è che per i Consiglieri comunali i tempi per analizzare i documenti e fare proposte sono già stretti (sono stati ridotti dall’attuale amministrazione comunale a inizio mandato da dieci a cinque giorni). Soprattutto, la situazione diviene difficile per i consiglieri di minoranza, che non hanno lo stesso flusso di informazioni di quelli di maggioranza. Perini ribadisce che i Consiglieri di minoranza hanno pari dignità di quelli di maggioranza in quanto entrambi rappresentano il paese e devono avere la possibilità di espletare al meglio il proprio mandato. De Sanctis ribadisce quanto aveva già proposto alla maggioranza: utilizzare la PEC, ma per alcuni documenti particolarmente consistenti (come il bilancio) poter disporre del cartaceo. Basterebbe buonsenso.
Al quarto punto all’Ordine del Giorno c’era “Proposta di modifica al regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale presentata dai Gruppi Consiliari Insieme per Pedrengo e Lega per Pedrengo. L’obiettivo della proposta è di ampliare il tempo a disposizione dei consiglieri per presentare emendamenti, dopo che lo scorso settembre il Consiglio comunale aveva drasticamente ridotto i termini di consegna del materiale ai consiglieri). Perini ha spiegato che la proposta nasce dall’esigenza di avere una tempistica che non leda i diritti dei Consiglieri comunali e osserva che la proposta era stata presentata ben otto mesi fa, però si discute solo ora. Il problema era stato posto subito da parte delle minoranze al momento dell’approvazione della modifica del Regolamento Comunale operata dalla maggioranza. La proposta dà l’opportunità ai Consiglieri di svolgere con minore difficoltà il proprio mandato, di formulare proposte in modo più agevole. Alla fine, la tempistica viene allungata (di una giornata).
Al punto numero cinque all’Ordine del Giorno c’era la mozione presentata dal consigliere e assessore alla Cultura sig. Marco Locatelli di dare mandato al sindaco di far togliere la scritta “Insieme per Pedrengo” dalla lapide che si trova nella pavimentazione di Piazza Europa Unita nella quale c'è scritto che la piazza è stata voluta e realizzata dall'Amministrazione di Insieme per Pedrengo nel 1998”. Il Capogruppo di Insieme per Pedrengo Daniele De Sanctis annunciando che il proprio gruppo non sarà protagonista di autocelebrazioni, rilegge il discorso di inaugurazione di Piazza Europa Unita pronunciato dall’allora Sindaco Franco Viganò per ricordare lo spirito con cui era stata realizzata quest’opera. Poi, Insieme per Pedrengo non ha partecipato alla discussione uscendo dall’aula. Con essa, sono usciti anche molti cittadini presenti.
Al punto numero sei è stata data risposta da parte del sindaco all’interrogazione presentata dai consiglieri De Sanctis e Fazzolari sulla situazione delle sponsorizzazioni alla data del 21 giugno, previste nel bilancio di previsione per un importo di oltre 110.000 euro, in quanto il sindaco aveva annunciato nel predetto consiglio che già 40.000 euro erano stati introitati. A tale richiesta il sindaco ha risposto che le sponsorizzazioni già introitare sono due ed ammontano a circa 10.000, per una terza manca solo la firma ed infine è stato emesso un bando per l’istallazione di telecamere per un importo di circa 30.000 euro che però al momento si attende l’esito che comunque dovrebbe essere positivo, visti i contatti in corso. Il consigliere Fazzolari rammenta al sindaco che le informazioni che esso da al Consiglio devono essere vere e devono attenersi a dati reali e non ad aspettative presunte.
Al settimo punto all’O.d.G. era prevista la risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Ghisalndi dell’assessore all’Urbanistica in merito alla strada di penetrazione est (Pedrengo/Bergamo) essendo il consigliere assente l’interrogazione è decaduta. Perini e De Sanctis fanno presente che la ripresenteranno.
Per l’ottavo punto l’assessore al Bilancio ha comunicato un prelievo dal Fondo di riserva oltre 16.000 €. per coprire il rientro dall’aspettativa sindacale di un dipendente comunale, rientro non previsto nel bilancio di previsione.
Per l’ultimo punto il sindaco ha dato lettura di un comunicato per spiegare l’impossibilità dell’Amministrazione comunale di formulare il Piano Generale di Sviluppo previsto dal decreto legislativo n. 267 del 2000. In sostanza la Giunta deve dire come reperirà le risorse per attuare il suo programma elettorale. Problema molto arduo per loro dopo tante promesse ma fatti pochi. Il Sindaco ha spiegato il rinvio in attesa dell’approvazione da parte del Parlamento del federalismo fiscale.
• Il primo emendamento, considerando che i locali comunali sono presenti in quantità limitata, proponeva di allegare al regolamento un elenco degli edifici disponibili e una loro planimetria in modo di poter gestire al meglio gli spazi pubblici e fornire ai gruppi le sedi più adatte per ospitarli. Per esempio, se un’associazione ha molti membri, necessiterà di uno spazio più voluminoso. Il Sindaco ha risposto dicendo che l’emendamento è pertinente, ma allegare una planimetria è una questione tecnica e che un regolamento non è un manuale. Fazzolari ha dichiarato di non essere soddisfatto di quanto detto dal Sindaco e ha sottolineato che si trattava di una proposta assolutamente di buonsenso. Inoltre, Fazzolari ha inoltre fatto presente che la proposta è duplice: in primo luogo si chiede di allegare un elenco di spazi pubblici e in secondo luogo una planimetria. L’Assessore all’Istruzione Zenoni ha commentato dicendo che prima di allegare elenco e planimetria l’Amministrazione comunale ha bisogno di sapere quali gruppi chiedono i locali, poi la maggioranza deciderà. Fazzolari ironizza domandando se le associazioni devono chiedere di usare locali non identificati. L’Assessore all’Urbanistica Nava ha risposto che la presenza di edifici non agibili o da sistemare rende difficoltoso definire con precisione la situazione degli edifici pubblici. Poi si è domandato se, in caso di variazioni, bisognerà modificare il regolamento. Il Consigliere Perini ha osservato che quest’Amministrazione comunale ha già modificato in diverse occasioni i regolamenti senza porsi troppi problemi. Inoltre, in questo caso sarebbe sufficiente modificare l’allegato al regolamento. Fazzolari ha ribadito che lo spazio per ospitare le associazioni c’è ed è il vecchio Municipio che, al massimo, richiede modifiche di piccole entità eseguibili con cifre contenute. Il Consigliere di Insieme per Pedrengo Mirco Perini ha sottolineato che l’inserimento di elenco e planimetrie non è affatto un processo macchinoso, in quanto si può semplicemente cambiare l’allegato. Il Capogruppo Daniele De Sanctis dichiara che è una questione di chiarezza e che la proposta di Insieme per Pedrengo è ben comprensibile. Il Sindaco ha detto che non sta né in cielo né in terra inserire elenco e planimetria dei locali disponibili in un regolamento che disciplini la loro concessione e ha osservato che il regolamento regolamenta e non vanno inseriti elenchi pur se riguardanti il suo contenuto. Gli spazi saranno decisi in base alle esigenze dell’amministrazione comunale. Il Consigliere di Lega per Pedrengo Masper ha affermato che i locali dovrebbero già essere stati identificati dall’amministrazione comunale prima dell’approvazione del regolamento. Il Sindaco ha ribattuto dicendo che la Giunta non ha ancora deliberato per individuare i locali disponibili. La Giunta deciderà quali e quanti locali destinare a uso pubblico. L’emendamento non viene accolto dalla maggioranza.
• Fazzolari spiega che il secondo emendamento si propone di chiarire un’ambiguità del regolamento, che recita: “di norma la concessione dei locali è onerosa”. Insieme per Pedrengo propone di specificare se l’utilizzo dei locali è oneroso o gratuito, togliendo l’espressione “di norma”, che dà discrezionalità all’amministrazione comunale, lasciando aperta la porta all’amministrazione comunale di fare ciò che più la aggrada senza che nessuno possa obiettar nulla. Il discorso non è riferito a quest’amministrazione, ma guarda alla necessità di normare non in base alle esigenze estemporanee. La proposta non viene accolta dalla maggioranza.
• Il terzo emendamento chiedeva di definire per quali categorie di associazioni, (per esempio le ONLUS?) sarà previsto l’uso gratuito dei locali, fissando dei criteri chiari e trasparenti per stabilire i parametri per uso gratuito o applicazione di tariffe. Il Sindaco risponde dicendo che non vuole che il regolamento ingessi l’amministrazione comunale, che vuole tenere un certo margine di discrezionalità in quanto Uniti per il Cambiamento rappresenta la maggioranza dei cittadini e può decidere di darsi discrezionalità. De Sanctis domanda se per ogni concessione dovrà esserci una delibera. Il Sindaco ribatte che è meglio fare delibere anziché non farle, come avveniva in assenza del regolamento. Fazzolari ancora una volta chiede al Sindaco di non parlare del passato in quanto è stato eletto per parlare di ciò che farà e non di ciò che non è stato fatto o l’operato altrui, di cui Insieme per Pedrengo si assume ogni responsabilità. L’emendamento non viene accolto dalla maggioranza.
• Il quarto emendamento è stato ritirato.
• Il quinto emendamento chiedeva all’amministrazione comunale di non inserire l’obbligo per ogni associazione di presentare in Comune il proprio rendiconto finanziario. Fazzolari mostra scetticismo sulla necessità di questa imposizione per le associazioni: è una prevaricazione. Il Segretario ha detto che ogni amministrazione comunale decide se domandare alle associazioni di presentare il proprio rendiconto o meno. L’emendamento non viene accolto dalla maggioranza.
• Il sesto emendamento evidenziava un paradosso contenuto nel testo del regolamento: in caso di danni – si legge – il concessionario può pagare per sé o per gli altri, cioè pro quota o per intero, in caso di un locale concesso a più gruppi. Secondo Insieme per Pedrengo non è giusto in quanto ognuno deve pagare per sé. Il Sindaco risponde dicendo che il Comune ha il coltello dalla parte del manico con questo regolamento. La proposta non viene accolta dalla maggioranza.
• Il settimo emendamento chiedeva all’Amministrazione comunale di eliminare la condizione che Uniti per il Cambiamento impone alle associazioni di svolgere attività che rientrino nelle linee programmatiche di Uniti per il Cambiamento. Fazzolari dice che Insieme per Pedrengo è contraria a questa forma di condizionamento dell’associazionismo e alla formazione di monoblocchi culturali perché minano la democrazia e impediscono la pluralità di iniziative in nome di ideologie. Il Consigliere di Insieme per Pedrengo Mirco Perini chiede al Sindaco di conoscere il parere tecnico degli Uffici comunali e il Sindaco risponde dicendo che non c’è. De Sanctis, giusto per citare un esempio di chiusura dell’Amministrazione comunale verso chi non rientra nella propria concezione politica, ricorda il rifiuto della sede al proprio gruppo. Fazzolari dichiara di non essere soddisfatto della risposta del Sindaco.
• L’ottavo emendamento proponeva di chiarire una contraddizione insita nel testo del regolamento: è prevista la concessione della sede alle associazioni per non più di un anno. Fazzolari chiede come verrà applicato tale principio con le associazioni che hanno una convenzione di durata pluriennale con il Comune. Inoltre, sottolinea che il Consiglio comunale stava approvando un regolamento che dovrebbe normare in modo chiaro e che non si sta giocando. De Sanctis rispiega al Sindaco che Insieme per Pedrengo chiede più certezza per le associazioni, in modo che possano contare su una sede. Soprattutto, le associazioni che hanno una convenzione di più anni devono avere la disponibilità di un posto dove svolgere la propria attività.
• Gli emendamenti numero nove e dieci chiedevano alla maggioranza di togliere la dicitura che prevede il venir meno di uno spazio per le associazioni qualora si manifestino priorità stabilite dalla Giunta. Fazzolari osserva che questo regolamento è stato scritto per le esigenze politiche dell’amministrazione comunale e non per quelle delle associazioni: sarà un potente mezzo per togliere la sede mettendo in difficoltà i gruppi operanti sul territorio. Il Sindaco, inizialmente, ha detto che si fa riferimento a situazioni imprevedibili. Tuttavia, il regolamento in discussione già prevede che gli spazi comunali, in casi di calamità naturali, di necessità o di interesse pubblico siano lasciati liberi. Insieme per Pedrengo contesta la facoltà di togliere le associazioni dalla propria sede per discrezionalità della maggioranza in qualsiasi momento. Fazzolari, quindi, dichiara di non essere soddisfatto della risposta del Sindaco perché ha deviato il discorso. Insieme per Pedrengo sostiene che sia giusto lasciare liberi gli edifici pubblici in caso di calamità, ma per esigenze deliberate dalla Giunta no. Il Sindaco ha risposto dicendo che il padrone di casa è l’amministrazione comunale e quindi decide sull’uso dei locali comunali. Anche quest’emendamento non passa. Per la maggioranza, il Consigliere Tomaselli osserva che Insieme per Pedrengo non deve citare, far riferimento o confutare il parere tecnico espresso dagli uffici. Il Capogruppo di Insieme per Pedrengo Daniele De Sanctis risponde che ogni consiglieri del suo gruppo è libero di dire quello che ritiene più opportuno e di esprimere la propria visione del paese.
Si giunge alle dichiarazioni di voto. Il Capogruppo Daniele De Sanctis, inizialmente interrotto dal Sindaco, annuncia che Insieme per Pedrengo vota contro il regolamento in quanto contrasta con i propri principi, rispecchia soltanto le esigenze dell’amministrazione comunale senza considerare quelle delle associazioni. Inoltre, le associazioni non hanno avuto nemmeno la possibilità di esprimere un proprio parere consultivo in quanto nel tavolo delle associazioni non si è parlato del regolamento.
De Sanctis spiega che Insieme per Pedrengo, in un primo momento, aveva pensato di rigettare direttamente il regolamento in discussione, poi ha pensato di proporre ugualmente emendamenti per cercare di migliorarlo.
Il punto numero tre all’Ordine del Giorno prevedeva la proposta di modifica del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale in materia di gestione dei flussi documentali per l'esercizio del mandato amministrativo ed in materia di convocazione dell'organo consiliare con riferimento all’introduzione della posta elettronica certificata. Il Sindaco dice che l’utilizzo della PEC rappresenta un grande passo in avanti. I Consiglieri che desiderano avere i documenti in forma cartacea dovranno fare richiesta scritta in Comune. Chi non è dotato di connessione a internet potranno utilizzare una postazione presso la biblioteca comunale per consultare la propria casella di posta. Il Sindaco dice che la PEC non sarà imposta, ma è meglio utilizzarla. Il problema è che per i Consiglieri comunali i tempi per analizzare i documenti e fare proposte sono già stretti (sono stati ridotti dall’attuale amministrazione comunale a inizio mandato da dieci a cinque giorni). Soprattutto, la situazione diviene difficile per i consiglieri di minoranza, che non hanno lo stesso flusso di informazioni di quelli di maggioranza. Perini ribadisce che i Consiglieri di minoranza hanno pari dignità di quelli di maggioranza in quanto entrambi rappresentano il paese e devono avere la possibilità di espletare al meglio il proprio mandato. De Sanctis ribadisce quanto aveva già proposto alla maggioranza: utilizzare la PEC, ma per alcuni documenti particolarmente consistenti (come il bilancio) poter disporre del cartaceo. Basterebbe buonsenso.
Al quarto punto all’Ordine del Giorno c’era “Proposta di modifica al regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale presentata dai Gruppi Consiliari Insieme per Pedrengo e Lega per Pedrengo. L’obiettivo della proposta è di ampliare il tempo a disposizione dei consiglieri per presentare emendamenti, dopo che lo scorso settembre il Consiglio comunale aveva drasticamente ridotto i termini di consegna del materiale ai consiglieri). Perini ha spiegato che la proposta nasce dall’esigenza di avere una tempistica che non leda i diritti dei Consiglieri comunali e osserva che la proposta era stata presentata ben otto mesi fa, però si discute solo ora. Il problema era stato posto subito da parte delle minoranze al momento dell’approvazione della modifica del Regolamento Comunale operata dalla maggioranza. La proposta dà l’opportunità ai Consiglieri di svolgere con minore difficoltà il proprio mandato, di formulare proposte in modo più agevole. Alla fine, la tempistica viene allungata (di una giornata).
Al punto numero cinque all’Ordine del Giorno c’era la mozione presentata dal consigliere e assessore alla Cultura sig. Marco Locatelli di dare mandato al sindaco di far togliere la scritta “Insieme per Pedrengo” dalla lapide che si trova nella pavimentazione di Piazza Europa Unita nella quale c'è scritto che la piazza è stata voluta e realizzata dall'Amministrazione di Insieme per Pedrengo nel 1998”. Il Capogruppo di Insieme per Pedrengo Daniele De Sanctis annunciando che il proprio gruppo non sarà protagonista di autocelebrazioni, rilegge il discorso di inaugurazione di Piazza Europa Unita pronunciato dall’allora Sindaco Franco Viganò per ricordare lo spirito con cui era stata realizzata quest’opera. Poi, Insieme per Pedrengo non ha partecipato alla discussione uscendo dall’aula. Con essa, sono usciti anche molti cittadini presenti.
Al punto numero sei è stata data risposta da parte del sindaco all’interrogazione presentata dai consiglieri De Sanctis e Fazzolari sulla situazione delle sponsorizzazioni alla data del 21 giugno, previste nel bilancio di previsione per un importo di oltre 110.000 euro, in quanto il sindaco aveva annunciato nel predetto consiglio che già 40.000 euro erano stati introitati. A tale richiesta il sindaco ha risposto che le sponsorizzazioni già introitare sono due ed ammontano a circa 10.000, per una terza manca solo la firma ed infine è stato emesso un bando per l’istallazione di telecamere per un importo di circa 30.000 euro che però al momento si attende l’esito che comunque dovrebbe essere positivo, visti i contatti in corso. Il consigliere Fazzolari rammenta al sindaco che le informazioni che esso da al Consiglio devono essere vere e devono attenersi a dati reali e non ad aspettative presunte.
Al settimo punto all’O.d.G. era prevista la risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Ghisalndi dell’assessore all’Urbanistica in merito alla strada di penetrazione est (Pedrengo/Bergamo) essendo il consigliere assente l’interrogazione è decaduta. Perini e De Sanctis fanno presente che la ripresenteranno.
Per l’ottavo punto l’assessore al Bilancio ha comunicato un prelievo dal Fondo di riserva oltre 16.000 €. per coprire il rientro dall’aspettativa sindacale di un dipendente comunale, rientro non previsto nel bilancio di previsione.
Per l’ultimo punto il sindaco ha dato lettura di un comunicato per spiegare l’impossibilità dell’Amministrazione comunale di formulare il Piano Generale di Sviluppo previsto dal decreto legislativo n. 267 del 2000. In sostanza la Giunta deve dire come reperirà le risorse per attuare il suo programma elettorale. Problema molto arduo per loro dopo tante promesse ma fatti pochi. Il Sindaco ha spiegato il rinvio in attesa dell’approvazione da parte del Parlamento del federalismo fiscale.
venerdì 2 luglio 2010
Cosa ha fatto l'amministrazione di "Uniti per il Cambiamento" in un anno?
Trascorso un anno è giusto fare un bilancio. Si sono presentati come coloro che avrebbero portato il cambiamento a Pedrengo. Si presentano dicendo che loro sono “quelli del fare”.
Cosa ha fatto l’Amministrazione di “UNITI PER IL CAMBIAMENTO” in un ANNO?
I GRANDI LAVORI PUBBLICI (!)
- Hanno allargato, spostato gli ulivi e pitturato la rotatoria davanti al Municipio.
- Hanno trasformato la Piazza Pertini in parcheggio per i dipendenti comunali.
- Hanno ampliato l’area di sgambatura dei cani.
- Hanno creato una pista ciclopedonale di 48 m in via Giardini, che inizia e finisce nel nulla.
- Hanno sistemato l’ingresso del Cimitero, asfaltato alcuni tratti di strade e fatta la manutenzione di un semaforo (interventi già previsti e finanziati dall’amministrazione Perini).
GLI ASPETTI DI INTERESSE SOCIALE
- Si sono aumentata l’indennità di carica.
- Hanno aumentato il costo del trasporto scolastico.
- Hanno stabilito un costo per l’utilizzo di Internet in biblioteca.
- Non stanno più concedendo finanziamenti ad alcune Associazione di Volontariato.
- Hanno eliminato la Consulta Giovanile.
- Hanno escluso i rappresentanti delle Associazioni dalla Commissione Servizi Sociali.
- Stanno rendendo sempre più difficoltosi i rapporti tra le Associazioni e l’Amministrazione.
- Hanno ridimensionato le manifestazioni socio culturali.
- Per la scarsa chiarezza di idee dell’Assessore all’Istruzione hanno generato il caos nel trasporto scolastico, nella mensa e negli orari di ingresso a scuola.
- Hanno votato a favore della legge per la privatizzazione dell’acqua.
I GRANDI INTERVENTI E LE GRANDI OPERE PREVISTI DALL’AMMINISTRAZIONE
- Non sono previsti lavori che superino i 100.000 €. Quindi per i prossimi anni non è in programma nessuna delle grandi opere promesse.
- Sono previsti soltanto dei concorsi di idee per la Scuola Media e gli Impianti Sportivi e la progettazione dell’infrastruttura Wireless (15.000 € + 15.000 € + 20.000 € ).
- E’ prevista la trasformazione del vecchio municipio in nuova sede della Polizia Locale e Sala consiliare, con una spesa di 83.900 €.
- E’ prevista la sistemazione di via del Caravaggio (già programmata e finanziata dall’Amministrazione Perini).
- E’ previsto un tratto di pista ciclopedonale in via del Tonale (circa 60.000 €).
- Nel 2011 sono previsti interventi sugli impianti sportivi per cifre irrisorie (mutuo di 70.000 €).
- E’ prevista la sola recinzione della piattaforma ecologica (39.500 €).
. Sono previsti acquisti per gli impianti sportivi, per la Scuola, per la Sicurezza, per i Servizi Sociali, soltanto se saranno finanziati dagli sponsor, che per adesso non ci sono. Altrimenti non se ne fa niente!
Cosa ha fatto l’Amministrazione di “UNITI PER IL CAMBIAMENTO” in un ANNO?
I GRANDI LAVORI PUBBLICI (!)
- Hanno allargato, spostato gli ulivi e pitturato la rotatoria davanti al Municipio.
- Hanno trasformato la Piazza Pertini in parcheggio per i dipendenti comunali.
- Hanno ampliato l’area di sgambatura dei cani.
- Hanno creato una pista ciclopedonale di 48 m in via Giardini, che inizia e finisce nel nulla.
- Hanno sistemato l’ingresso del Cimitero, asfaltato alcuni tratti di strade e fatta la manutenzione di un semaforo (interventi già previsti e finanziati dall’amministrazione Perini).
GLI ASPETTI DI INTERESSE SOCIALE
- Si sono aumentata l’indennità di carica.
- Hanno aumentato il costo del trasporto scolastico.
- Hanno stabilito un costo per l’utilizzo di Internet in biblioteca.
- Non stanno più concedendo finanziamenti ad alcune Associazione di Volontariato.
- Hanno eliminato la Consulta Giovanile.
- Hanno escluso i rappresentanti delle Associazioni dalla Commissione Servizi Sociali.
- Stanno rendendo sempre più difficoltosi i rapporti tra le Associazioni e l’Amministrazione.
- Hanno ridimensionato le manifestazioni socio culturali.
- Per la scarsa chiarezza di idee dell’Assessore all’Istruzione hanno generato il caos nel trasporto scolastico, nella mensa e negli orari di ingresso a scuola.
- Hanno votato a favore della legge per la privatizzazione dell’acqua.
I GRANDI INTERVENTI E LE GRANDI OPERE PREVISTI DALL’AMMINISTRAZIONE
- Non sono previsti lavori che superino i 100.000 €. Quindi per i prossimi anni non è in programma nessuna delle grandi opere promesse.
- Sono previsti soltanto dei concorsi di idee per la Scuola Media e gli Impianti Sportivi e la progettazione dell’infrastruttura Wireless (15.000 € + 15.000 € + 20.000 € ).
- E’ prevista la trasformazione del vecchio municipio in nuova sede della Polizia Locale e Sala consiliare, con una spesa di 83.900 €.
- E’ prevista la sistemazione di via del Caravaggio (già programmata e finanziata dall’Amministrazione Perini).
- E’ previsto un tratto di pista ciclopedonale in via del Tonale (circa 60.000 €).
- Nel 2011 sono previsti interventi sugli impianti sportivi per cifre irrisorie (mutuo di 70.000 €).
- E’ prevista la sola recinzione della piattaforma ecologica (39.500 €).
. Sono previsti acquisti per gli impianti sportivi, per la Scuola, per la Sicurezza, per i Servizi Sociali, soltanto se saranno finanziati dagli sponsor, che per adesso non ci sono. Altrimenti non se ne fa niente!
LE PROPOSTE DI “INSIEME PER PEDRENGO” IN QUESTO PRIMO ANNO
- Abbiamo chiesto che non venisse rovinata la Piazza Pertini per trasformarla in parcheggio (NON accettata).
- Abbiamo proposto che il vecchio municipio, con un costo di circa 20.000 €, diventi la sede delle Associazioni e un Centro di Aggregazione Sociale (NON accettata).
- Abbiamo chiesto che con i 60.000 € risparmiati per la trasformazione del vecchio municipio si completassero i lavori di messa norma della piattaforma ecologica. La sola recinzione, per legge, non basta e tra un anno potrebbe non essere più utilizzabile. Quante risorse verranno meno alla Parrocchia se ciò accadesse? (NON accettata).
- Secondo noi la pista ciclopedonale di via Giardini doveva collegare l’area feste del parco Frizzoni con il parcheggio del centro sportivo (NON accettata).
- La rotatoria davanti al Comune poteva non essere allargata. Non c’era proprio bisogno di questo intervento di facciata.
- La pista ciclabile di via Tonale servirà veramente ai cittadini di Palazzo?
- Abbiamo chiesto che 50.000 € per inutili concorsi di idee e progetti venissero meglio utilizzati (NON accettata).
- Secondo noi, gli Amministratori, in tempi di sacrifici per tutti, non avrebbero dovuto aumentarsi le indennità. Per averlo sostenuto siamo stati attaccati su volantini e anche sul giornalino comunale. Con quei soldi (22.750 € per il 2010) avrebbero potuto soddisfare le richieste di sovvenzione delle Associazioni, evitare l’aumento del costo del trasporto scolastico, non far pagare il collegamento ad Internet in biblioteca.
- Abbiamo proposto, indicando dove prendere le risorse, di creare un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà economiche per sostenerle nel pagamento delle bollette, dei libri scolastici,... (NON accettata).
- Abbiamo chiesto all’Amministrazione di intervenire presso le aziende preposte perché dilazionassero il pagamento delle bollette di luce e gas a chi ne necessitava (NON accettata).
- Abbiamo proposto di estinguere il mutuo della Scuola materna per potere, con il risparmio degli interessi, disporre in futuro di risorse spendibili (NON accettata).
- Abbiamo chiesto che il Consiglio Comunale votasse contro la privatizzazione dell’acqua, perché non finisca in mano agli speculatori (NON accettata).
- Abbiamo chiesto una maggiore incisività della nostra amministrazione in merito all’Agenda 21, che riguarda la salvaguardia dell’ambiente, in collaborazione con Scanzorosciate. Abbiamo più volte chiesto che fine ha fatto il parco sul fiume Serio (area Tadini). Nessuna risposta.
- Per sostenere le nostre idee abbiamo presentato proposte, interrogazioni e emendamenti tentando in ogni modo di essere propositivi. Ma tutte le nostre iniziative sono state respinte. Il fantomatico signor Lapis, che definisce la nostra azione “becero ostruzionismo”, dovrebbe dimostrare, assieme al suo partito, che le cose che sosteniamo non sono vere. Noi siamo pronti a un confronto pubblico in qualunque momento. In quella occasione, se il signor Lapis intende mantenere l’anonimato, gli sarà consentito di indossare il burka.
- Abbiamo chiesto che non venisse rovinata la Piazza Pertini per trasformarla in parcheggio (NON accettata).
- Abbiamo proposto che il vecchio municipio, con un costo di circa 20.000 €, diventi la sede delle Associazioni e un Centro di Aggregazione Sociale (NON accettata).
- Abbiamo chiesto che con i 60.000 € risparmiati per la trasformazione del vecchio municipio si completassero i lavori di messa norma della piattaforma ecologica. La sola recinzione, per legge, non basta e tra un anno potrebbe non essere più utilizzabile. Quante risorse verranno meno alla Parrocchia se ciò accadesse? (NON accettata).
- Secondo noi la pista ciclopedonale di via Giardini doveva collegare l’area feste del parco Frizzoni con il parcheggio del centro sportivo (NON accettata).
- La rotatoria davanti al Comune poteva non essere allargata. Non c’era proprio bisogno di questo intervento di facciata.
- La pista ciclabile di via Tonale servirà veramente ai cittadini di Palazzo?
- Abbiamo chiesto che 50.000 € per inutili concorsi di idee e progetti venissero meglio utilizzati (NON accettata).
- Secondo noi, gli Amministratori, in tempi di sacrifici per tutti, non avrebbero dovuto aumentarsi le indennità. Per averlo sostenuto siamo stati attaccati su volantini e anche sul giornalino comunale. Con quei soldi (22.750 € per il 2010) avrebbero potuto soddisfare le richieste di sovvenzione delle Associazioni, evitare l’aumento del costo del trasporto scolastico, non far pagare il collegamento ad Internet in biblioteca.
- Abbiamo proposto, indicando dove prendere le risorse, di creare un fondo di solidarietà per le famiglie in difficoltà economiche per sostenerle nel pagamento delle bollette, dei libri scolastici,... (NON accettata).
- Abbiamo chiesto all’Amministrazione di intervenire presso le aziende preposte perché dilazionassero il pagamento delle bollette di luce e gas a chi ne necessitava (NON accettata).
- Abbiamo proposto di estinguere il mutuo della Scuola materna per potere, con il risparmio degli interessi, disporre in futuro di risorse spendibili (NON accettata).
- Abbiamo chiesto che il Consiglio Comunale votasse contro la privatizzazione dell’acqua, perché non finisca in mano agli speculatori (NON accettata).
- Abbiamo chiesto una maggiore incisività della nostra amministrazione in merito all’Agenda 21, che riguarda la salvaguardia dell’ambiente, in collaborazione con Scanzorosciate. Abbiamo più volte chiesto che fine ha fatto il parco sul fiume Serio (area Tadini). Nessuna risposta.
- Per sostenere le nostre idee abbiamo presentato proposte, interrogazioni e emendamenti tentando in ogni modo di essere propositivi. Ma tutte le nostre iniziative sono state respinte. Il fantomatico signor Lapis, che definisce la nostra azione “becero ostruzionismo”, dovrebbe dimostrare, assieme al suo partito, che le cose che sosteniamo non sono vere. Noi siamo pronti a un confronto pubblico in qualunque momento. In quella occasione, se il signor Lapis intende mantenere l’anonimato, gli sarà consentito di indossare il burka.
Il Gruppo consiliare di Insieme per Pedrengo
Stampato in proprio GIUGNO 2010
Stampato in proprio GIUGNO 2010
venerdì 11 giugno 2010
Intervento di Mirco Perini relativo alla mozione sui tagli al Sociale presentata da Insieme per Pedrengo
Consiglio Comunale del 7 giugno 2010
Punto n. 5 all’Ordine del giorno
MOZIONE prot. n. 2624 del 08.032010
La presente mozione (sui tagli al sociale), che è stata presentata al protocollo comunale lo scorso 8 marzo, viene messa all’ordine del giorno del Consiglio comunale ben tre mesi dopo
E quindi a questo punto riteniamo necessario fare alcune osservazioni:
Punto n. 5 all’Ordine del giorno
MOZIONE prot. n. 2624 del 08.032010
La presente mozione (sui tagli al sociale), che è stata presentata al protocollo comunale lo scorso 8 marzo, viene messa all’ordine del giorno del Consiglio comunale ben tre mesi dopo
E quindi a questo punto riteniamo necessario fare alcune osservazioni:
1. l’art. 43 comma 3 del TUEL n. 267/2000 prevede che le interrogazioni. Le interpellanze e le mozioni vengano discusse in consiglio entro 30 giorni dalla loro presentazione, attestata dal protocollo dell’Ente;
2. lo Statuto comunale prevede la stessa scadenza;
3. idem per quanto riguarda il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.
Infine, a conclusione della presentazione del vostro programma elettorale, il 5 maggio del 2009, avete scritto:
“rispetto dei principi dello statuto comunale, delle leggi italiane e della democrazia, è un valore fondamentale che ispira, questa alleanza, il cui unico scopo è quello di favorire il progresso civile, economico e sociale della comunità”.
Ora nessuno pretende che si osservino sempre e alla lettera le scadenze previste dalle norme, anche se sarebbe buona cosa. Comprendiamo perfettamente che nell’attività amministrativa possono verificarsi situazioni per cui non è possibile rispettare le scadenze.
Ma portare alla discussione del Consiglio un argomento dopo 90 giorni dalla sua presentazione ci sembra un po’ troppo…..
Se in futuro tale situazione dovesse ripetersi saremo costretti ad assumere le necessarie iniziative, per il mancato rispetto della normativa.
Veniamo ora alla mozione:
· È chiaro che questa è una mozione prettamente politica che ha colto subito il disagio verificatosi tra gli amministratori locali e non solo bergamaschi, per quanto deliberato dalla Giunta Regionale lo scorso 10 febbraio 2010.
· L’obiettivo era di prendere coscienza della complessa problematica che ne sarebbe derivata ed attivarsi in tutti i campi con forme di protesta e pressione perché il governo regionale modificasse tale delibera.
· Facciamo inoltre presente che in quasi tutti i comuni di medie e grandi dimensioni in quei giorni sono stati approvati ordini del giorno e mozioni come quella da noi presentata. Anzi questa mozione, che integra l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Bergamo, è stata presa come base per la discussione in diversi comuni della nostra provincia.
· Certamente ci si può dire che la mozione è stata presentata in ritardo rispetto ai 10 giorni previsti, prima della convocazione del Consiglio, dal regolamento vigente.
Vi potete giustificare che c’è stato il Consiglio per l’approvazione del bilancio previsionale, dove per regolamento non si prevede la discussione di mozioni, interrogazione e interpellanze.
Riteniamo che se vi fosse stata la volontà politica, considerata la problematica, come del resto fatto in altre occasioni, si poteva inserire nel Consiglio dello scorso 9 aprile.
Ringraziamo il Sindaco per averci fatto pervenire nei giorni scorsi il documento che la Conferenza dei Sindaci della Provincia di Bergamo e dei 14 Presidenti di Ambito che hanno inviato in data 13 maggio al Presidente della Giunta Regionale Formigoni, all’Assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale e per conoscenza al Presidente dell’ ANCI Regionale e al Presidente del dipartimento Welfare e Sanità sempre dell’ANCI regionale.
Il documento raccoglie le istanze dei Sindaci della nostra provincia e quindi è chiaro che questa mozione andava nella giusta direzione. Ci soddisfa il poter dire che siamo stati lungimiranti.
Però, se la mozione fosse stata approvata in Consiglio comunale, avrebbe rappresentato la scelta politica di tutti i consiglieri e non quella del Sindaco soltanto.
Poiché l’obiettivo della nostra mozione, pur con due mesi di ritardo, è stato comunque raggiunto, ci riteniamo soddisfatti e per questo chiediamo la non votazione della mozione, ma anche che questo intervento venga messo a verbale.
per il gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Mirco Perini
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