venerdì 11 giugno 2010

Intervento di Mirco Perini relativo alla mozione sui tagli al Sociale presentata da Insieme per Pedrengo

Consiglio Comunale del 7 giugno 2010

Punto n. 5 all’Ordine del giorno
MOZIONE prot. n. 2624 del 08.032010


La presente mozione (sui tagli al sociale)
, che è stata presentata al protocollo comunale lo scorso 8 marzo, viene messa all’ordine del giorno del Consiglio comunale ben tre mesi dopo

E quindi a questo punto riteniamo necessario fare alcune osservazioni:

1. l’art. 43 comma 3 del TUEL n. 267/2000 prevede che le interrogazioni. Le interpellanze e le mozioni vengano discusse in consiglio entro 30 giorni dalla loro presentazione, attestata dal protocollo dell’Ente;

2. lo Statuto comunale prevede la stessa scadenza;

3. idem per quanto riguarda il Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.

Infine, a conclusione della presentazione del vostro programma elettorale, il 5 maggio del 2009, avete scritto:
“rispetto dei principi dello statuto comunale, delle leggi italiane e della democrazia, è un valore fondamentale che ispira, questa alleanza, il cui unico scopo è quello di favorire il progresso civile, economico e sociale della comunità”.

Ora nessuno pretende che si osservino sempre e alla lettera le scadenze previste dalle norme, anche se sarebbe buona cosa. Comprendiamo perfettamente che nell’attività amministrativa possono verificarsi situazioni per cui non è possibile rispettare le scadenze.

Ma portare alla discussione del Consiglio un argomento dopo 90 giorni dalla sua presentazione ci sembra un po’ troppo…..
Se in futuro tale situazione dovesse ripetersi saremo costretti ad assumere le necessarie iniziative, per il mancato rispetto della normativa.

Veniamo ora alla mozione:
· È chiaro che questa è una mozione prettamente politica che ha colto subito il disagio verificatosi tra gli amministratori locali e non solo bergamaschi, per quanto deliberato dalla Giunta Regionale lo scorso 10 febbraio 2010.

· L’obiettivo era di prendere coscienza della complessa problematica che ne sarebbe derivata ed attivarsi in tutti i campi con forme di protesta e pressione perché il governo regionale modificasse tale delibera.

· Facciamo inoltre presente che in quasi tutti i comuni di medie e grandi dimensioni in quei giorni sono stati approvati ordini del giorno e mozioni come quella da noi presentata. Anzi questa mozione, che integra l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Bergamo, è stata presa come base per la discussione in diversi comuni della nostra provincia.

· Certamente ci si può dire che la mozione è stata presentata in ritardo rispetto ai 10 giorni previsti, prima della convocazione del Consiglio, dal regolamento vigente.
Vi potete giustificare che c’è stato il Consiglio per l’approvazione del bilancio previsionale, dove per regolamento non si prevede la discussione di mozioni, interrogazione e interpellanze.
Riteniamo che se vi fosse stata la volontà politica, considerata la problematica, come del resto fatto in altre occasioni, si poteva inserire nel Consiglio dello scorso 9 aprile.

Ringraziamo il Sindaco per averci fatto pervenire nei giorni scorsi il documento che la Conferenza dei Sindaci della Provincia di Bergamo e dei 14 Presidenti di Ambito che hanno inviato in data 13 maggio al Presidente della Giunta Regionale Formigoni, all’Assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale e per conoscenza al Presidente dell’ ANCI Regionale e al Presidente del dipartimento Welfare e Sanità sempre dell’ANCI regionale.

Il documento raccoglie le istanze dei Sindaci della nostra provincia e quindi è chiaro che questa mozione andava nella giusta direzione. Ci soddisfa il poter dire che siamo stati lungimiranti.

Però, se la mozione fosse stata approvata in Consiglio comunale, avrebbe rappresentato la scelta politica di tutti i consiglieri e non quella del Sindaco soltanto.

Poiché l’obiettivo della nostra mozione, pur con due mesi di ritardo, è stato comunque raggiunto, ci riteniamo soddisfatti e per questo chiediamo la non votazione della mozione, ma anche che questo intervento venga messo a verbale.

per il gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Mirco Perini

La mozione presentata da Insieme per Pedrengo sul taglio ai fondi sociali

Pedrengo, 5 marzo 2010

Al Presidente del
Consiglio Comunale
di Pedrengo

Il sottoscritto consigliere comunale della lista civica “Insieme per Pedrengo”, presenta la seguente mozione come previsto dagli articoli 18, 19 comma 4.1 e successivi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con richiesta di iscrizione all’ordine del giorno prossimo Consiglio.

Oggetto: Fondi Regionali Politiche sociali
Premesso che:
- Con la delibera regionale n. 011255 del 10 febbraio 2010 vengano ripartite le risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2009, del Fondo Sociale Regionale, e del Fondo per la non Autosufficienza.
- La manovra finanziaria già prevedeva una riduzione del Fondo Nazionale per le Politiche sociali maggiore del 20%
- A fronte di una disponibilità di poco più di 73 milioni di euro per l’anno 2009 (la disponibilità del 2008 era di 95 milioni di euro), la Regione Lombardia ripartisce direttamente agli ambiti territoriali solamente 39 milioni di euro, pari a circa il 53% , mentre trattiene per se ben 34 milioni di euro, contro i 12 milioni di euro del 2008.
- Lo scorso anno l’89% delle risorse nazionali – pari a 82,6 milioni di euro - erano state trasferite agli Ambiti.
- Le risorse del FNPS sono trasferimenti dedicati alla realizzazione degli indirizzi della legge n° 328/2000 e dovrebbero garantire la quota dei buoni o titoli sociali , i livelli essenziali di assistenza sociale e le leggi di settore che in passato ricevevano finanziamenti ad hoc.
- Il Fondo Regionale rimane immutato rispetto allo scorso anno, pari a 85 milioni di euro, ma si tratta di risorse che sono di fatto una scarsa compartecipazione alle spese già assunte dai Comuni e da Enti e Associazioni (comunità per minori, asili nido, CRE ecc)
- Il Fondo per la Non Autosufficienza (+30%) , realizzato a livello nazionale dopo una lunga battaglia dei sindacati pensionati e degli Enti Locali e del mondo associativo, nato con l’intento di rafforzare i servizi e le attività per far fronte alla crescete presenza di persone non autosufficienti, è sempre stato integrativo agli altri Fondi.
Considerando che:
- Il taglio delle risorse del FNPS avviene in tempi in cui gli Enti Locali vengono via via caricati di competenze, i trasferimenti statali sono ripetutamente tagliati, l’autonomia impositiva dei Comuni è azzerata e, soprattutto, sono aumentati i bisogni dei cittadini; non solo a causa della crisi economica, ma anche per l'invecchiamento della popolazione, per l'esigenza di sostenere le famiglie e la natalità, per l’aumento del fenomeno migratorio, ecc.
- L’ANCI LOMBARDIA, ha convocato il 1° marzo un incontro con i Presidenti delle Conferenza dei Sindaci. Inoltre non ha sottoscritto - come dichiarato dalla vice presidente del Dipartimento del Welfare sig.ra E. Poma - l’accordo tra Regione Lombardia e Sindacati confederali e pensionati sul Buono Famiglia e in particolare sull’utilizzo dl F.N.P.S. per il suo finanziamento.
- Il finanziamento disponibile per le nostre comunità è pertanto diminuito di circa 2.800.000 euro.
- Il Fondo per la non Autosufficienza, fortemente voluto e sostenuto dai Sindacati Confederali e dalle Associazioni dei Pensionati, è stato finalmente incrementato, ma ha finalità ben precise e non può sopperire ai minori finanziamenti di altri settori, pena la perdita stessa della sua specificità.
- Non saranno i Sindaci e gli Amministratori locali a decidere in ordine agli interventi sociali necessari nei nostri territori, ma saranno direttamente i tecnici della Regione Lombardia e lo faranno, come hanno fatto finora, per lo più attraverso l’erogazione di buoni e voucher, depotenziando servizi di presa in carico delle persone e dei loro bisogni, spesso non riconducibili alla sola dimensione economica.
- Delle scelte effettuate dalla Regione Lombardia ne risentirà pesantemente anche l’Ambito di Seriate e quindi il Comune di Pedrengo. I minori finanziamenti renderanno difficoltosa l’attuazione dei progetti in essere, decisi nel 2009, a meno che ciascun Comune dell’Ambito non sopperisca con risorse proprie.
Alla luce di quanto esposto
Si impegna il Sindaco e l’Assessore alle Politiche Sociali
1) A sollecitare il Presidente dell’Assemblea dell’Ambito di Seriate la denuncia di non condivisione con la Regione Lombardia della scelta di trattenere una parte del FNPS.
2) A sollecitare il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’ASL Provinciale la denuncia di non condivisione con la Regione Lombardia della scelta di trattenere una parte del FNPS.
3) A chiedere, attraverso il coinvolgimento di tutti gli Ambiti Provinciali e dell’Assemblea dei Sindaci della Provincia, alla Regione Lombardia il ripristino del FNPS entro l’anno in corso.

per il Gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Mirco Perini

sabato 24 aprile 2010

Dichiarazione di voto di Insieme per Pedrengo sul bilancio

Il gruppo “Insieme per Pedrengo” ritiene non accettabili sia il Bilancio di Previsione 2010, sia il Bilancio pluriennale 2010-2012, non per mera opposizione politica, ma perché in entrambi vi sono rilevanti incongruità tra i programmi annunciati e le risorse destinate alla loro realizzazione. Per alcuni assessorati le uniche previste vengono da fonti incerte o da fonti del tutto aleatorie come le sponsorizzazioni.
Non condividiamo nemmeno la destinazione delle risorse certe, perché sono privilegiati interventi non prioritari per Pedrengo.
Per rafforzare la veridicità di quanto sosteniamo, andiamo ad esaminare le dichiarazioni programmatiche di ciascun assessore e le risorse destinate.

Una vera programmazione urbanistica non c’è. Quello presentato è solamente un programma di manutenzione ordinaria. I lavori più importanti sono la sistemazione di via del Caravaggio, già programmata dalla passata amministrazione ma non realizzata per l'impossibilità di utilizzare risorse presenti, e lo spostamento della Polizia Locale e della sala consiliare nel vecchio municipio.
Questo intervento non lo condividiamo. Quella doveva essere la casa delle Associazioni. La Polizia Locale ha già una sede nuova con arredi nuovi. Perché spendere 73'000€ per la sistemazione e 12'000€ di arredi per la polizia locale? Non sono queste le priorità. Dove potranno andare le Associazioni quando il Centro Insieme di Via Giardini sarà chiuso?
Si interviene sulla piattaforma ecologica solo con la recinzione, ma senza realizzare le altre opere che la rendano a norma.
Il fatto ancor più rilevante è che poco o nulla è presente nella programmazione triennale. Non abbiamo opere che superano i 100'000 € per i prossimi anni e questo è un segnale grave per un paese che vuole guardare al futuro.
I concorsi di idee valgono a poco e sono solo il trucco per perdere tempo. Viene quindi spontaneo chiedersi che fine hanno fatto la nuova scuola media, il centro diurno per anziani, il centro di aggregazione sociale, la riqualificazione dell’ex scuola palazzo, il recupero della Villa Sottocasa, il miglioramento della viabilità di viale Kennedy e di Via Garibaldi, la progettazione e la realizzazione delle piste ciclabili, l’acquisto del terreno tra le vie Ghisalberti e Falcone e Borsellino per farne un parco, la realizzazione del campus sportivo.
Tutte proposte encomiabili e diffuse ai quattro venti durante la campagna elettorale. Non sarebbe questo il momento di cominciare realmente a programmare la realizzazione di almeno un paio di esse?

Sulla Sicurezza è stato riproposto tutto quanto è già in atto. La vera novità, purtroppo in negativo, è la riduzione delle ore di controllo del territorio in convenzione con Scanzorosciate. Con questa azione si rischia di vanificare quanto la Polizia Locale aveva pazientemente costruito negli anni per il controllo notturno del territorio in estate. Anche qui per alcuni investimenti si ipotizzano le poco credibili sponsorizzazioni.

“Pedrengo ha bisogno di una vera politica ambientale, non di interventi estemporanei e di emergenza”. Con questa frase iniziava il programma elettorale con cui vi siete presentati ai cittadini. Dove è la nuova politica ambientale? Dove sono le risorse per le piste ciclabili? Dove sono le risorse per il monitoraggio dell'aria e dell'acqua?

Il bilancio è lo strumento per raggiungere gli obiettivi che un amministrazione si pone. Questo è un bilancio che non guarda lontano. Non mette le basi per costruire un progetto ambizioso come una nuova scuola media o un nuovo campus scolastico richiederebbero. E' un gestione ordinaria, senza fantasia e senza lungimiranza con l'unica speranza delle sponsorizzazioni. A questo punto era forse meglio intervenire sulle tasse, diminuendole, almeno avremmo fatto un piacere ai cittadini. Per 10 anni le tasse sono state il vostro cavallo di battaglia, ci stupiamo che ora che amministrate il paese non siate coerenti con le posizioni che avete sostenuto in questi anni.
Dulcis in fundo...sono state previste in aumento le entrate per gli oneri di urbanizzazione e per l'IRPEF, forse dimenticandosi che nell'attuale congiuntura economica la gente guadagna meno e non riesce più a comprare casa....

Per quanto riguarda la Cultura colpisce la pochezza del programma, che gira attorno ad inconsistenti luoghi comuni. L’unica novità sarebbe il corso di lingua bergamasca.

Per le politiche giovanili si leggono tutta una serie di intenzioni, spesso ermetiche perché non si capisce che cosa siano. Porsi l’obiettivo di integrare il progetto con le realtà presenti sul territorio non vi sarà facile dopo che avete, con un atto d’imperio, abrogato la Consulta Giovani.
Infine non crediamo che si possa sviluppare un “Area Creativo-Espressiva” per favorire l’aggregazione degli interessi dei ragazzi che frequentano le scuole, poiché i programmi didattici sono di esclusiva competenza dei docenti e non dell’Amministrazione.
Ma cosa sappiamo della realtà giovanile che non frequenta l'oratorio, ora che l'operatore di strada lavora solo all'interno dell'oratorio?
Quando arriviamo al capitolo risorse da destinare, troviamo veramente troppo poco.

Nel campo dei Servizi Sociali sono presentate dieci pagine di programma fitto di nomi, di sigle, di istruzioni varie. Alla fine dell’intensa lettura scopriamo che sono riproposti interventi che, negli anni, erano stati attivati da Insieme per Pedrengo e non vi è nulla di nuovo.
Soprattutto notiamo la mancata istituzione di un fondo di solidarietà per coloro più duramente colpiti dalla crisi economica, più volte annunciata dal Sindaco.
L’attento esame del bilancio consente anche di smentire alcune affermazioni del Sindaco di rilevanti aumenti in bilancio per i Servizi Sociali. Scopriamo che i tanto sbandierati aumenti non sono dovuti a una precisa volontà politica dell’amministrazione, ma per quel che riguarda la spesa corrente, a obblighi di legge e per un artificio contabile.

Per quanto riguarda l’istruzione alle affermazioni di programma, nelle quali pare leggere rilevanti novità, non seguono certamente i fatti.
Si dovrebbero potenziare i laboratori della scuola media, ma naturalmente questo sarà possibile soltanto se interverrà l’onnipresente sponsor. La vera novità è l’attivazione del servizio di compravendita dei libri usati per la scuola media. Si propone una pratica superata spesso impossibile e controindicata, sia didatticamente sia socialmente. Se volesse veramente aiutare le famiglie destinerebbe maggiori risorse per l’acquisto dei libri.

Per lo Sport vale quanto detto per l’Istruzione. Si enunciano programmi ricchi di propositi e di investimenti. Però le poche risorse destinate dovrebbero provenire, quasi tutte, dalle fantomatiche sponsorizzazioni. Altrimenti non se ne fa nulla!
Con questo bilancio si sprecano 15'000€ per un inutile concorso di idee e, negli anni successivi, si prevedono investimenti per ben 70’000€ provenienti da un mutuo. La precedente amministrazione ha investito per gli impianti sportivi circa 400’000 €

Nell’esaminare il programmo dell’assessorato alle Realtà Produttive ci siamo chiesti se veramente l’Amministrazione crede a quanto scritto nella programmazione di questo assessorato. Si annunciano opere che richiederebbero centinaia di migliaia di euro, si indicano i tempi di esame, di progettazione, di realizzazione e poi nel bilancio triennale si trovano cifre a dir poco risibili. E’ forse necessario dare il contentino ad un assessorato creato per motivi di equilibri politici interni?

Quello delle sponsorizzazioni è un capitolo che ha bisogno di una precisazione. In questo bilancio si presume che 112.062,00€ per la realizzazione di opere e l’acquisto di beni, provengano da sponsorizzazioni.
Questa cifra però non è certa, perché non è già entrata nelle casse comunali e non c'è un impegno scritto di qualche benefattore.
Lo diciamo una volta per tutte: se le sponsorizzazioni esistono, ben vengano, ma ci sembra poco serio e credibile programmare interventi sulla base di qualcosa di incerto.


Questo bilancio ha le caratteristiche di un programma di fine mandato, in cui le cose sono già state fatte; non di inizio mandato, quando bisogna programmare il futuro di una comunità.
Le linee programmatiche sembrano più degli spot che un programma concreto e realizzabile.
Gli assessori presentano linee programmatiche che non trovano possibilità di attuazione con le risorse destinate. In alcuni casi le risorse certe sono male utilizzate in quanto potrebbero essere impiegate in modo migliore e più aderente alle esigenze di Pedrengo, come abbiamo dimostrato con i nostri emendamenti.
Non vi è traccia della razionalizzazione della spesa, dichiarata dal Sindaco ai quotidiani, per giustificare l’aumento delle indennità.
Se questi sono i programmi dell’Amministrazione, Pedrengo subirà un’involuzione sia nelle strutture materiali, sia in quelle sociali, tanto faticosamente attivate e portate avanti da gruppi di cittadini che spontaneamente si sono impegnati per rendere la nostra una comunità all’avanguardia nella collaborazione e nella solidarietà.


Per tutti questi motivi noi votiano NO a questo bilancio.

Insieme per Pedrengo
Daniele De Sanctis

A RIGUARDO DEI CERTIFICATI MANCANTI NEGLI EDIFICI PUBBLICI

Egregio signor Sindaco
La vostra campagna denigratoria, portata avanti da alcuni suoi assessori, nei nostri confronti in merito a dei certificati mancanti per alcuni edifici pubblici, è ancora un tentativo di sviare l’attenzione dai veri problemi, mettendo al centro della discussione fatti marginali.
Le dichiariamo da subito che non ci faremo imbrigliare in questo giochino e che terremo costantemente ferma la nostra attenzione su quanto il suo gruppo, dopo tante, ma tante promesse e parole, oggi non riesce a realizzare. Quello e solo quello è il riferimento sul quale si focalizzerà la nostra azione politica.
Ma se Lei e i suoi Amministratori, per nascondere l’immobilismo nel quale state facendo cadere la comunità, pensate di metterci in imbarazzo con l’ennesima “eclatante” trovata, sbagliate di grosso.
Con la correttezza e la coerenza che ci hanno sempre contraddistinto, rispondiamo al vostro tentativo di sminuire l’eccellente lavoro fatto dal nostro gruppo negli anni in cui ha amministrato.
Lei dovrebbe sapere, signor Sindaco, che l’amministrazione di un Comune si concretizza con l’apporto di due componenti : quella politica di indirizzo e quella tecnica. Sono due soggetti con compiti completamente diversi.
A tale proposito la invito a leggere l’opuscolo “L’organizzazione e il Governo del Comune” della pubblicazione Strategie Amministrative a cura dell’ANCI Lombardia.
Dei politici è la responsabilità degli indirizzi, e dei tecnici la responsabilità di realizzare quegli indirizzi, della cui attuazione se ne assumono la gestione e il controllo.
Noi di Insieme per Pedrengo ci assumiamo la responsabilità delle nostre passate scelte politiche, tutte nessuna esclusa.
Insieme per Pedrengo, negli anni in cui ha amministrato, ha fatto le scelte:
Di rendere agibili gli impianti sportivi, appena inaugurati da altri, con una spesa di circa 300 milioni di lire.
Di riacquistare dalla Provincia l’edificio della Scuola Media, che altri avevano svenduto, ristrutturarlo, arredarlo e metterci gli alunni in tempi brevi, precisamente nell’autunno del 1992. La prospettiva era che la scuola fosse ospitata da un fatiscente oratorio, al costo, richiesto, di circa 50 milioni di lire annui.
Negli stessi giorni la Scuola Elementare veniva trasferita nella vecchia sede della Media, per consentire l’inizio dei lavori della sua ristrutturazione. Gli alunni della Media e quelli delle Elementari non persero un solo giorno di scuola.
Di ristrutturare la Scuola Elementare e con essa villa Frizzoni, che avrebbe dovuto ospitare la direzione didattica. I due fabbricati, che avevano la stessa funzione di scuola, erano serviti da un regolare ascensore. Quando la direzione didattica è stata unificata e spostata a Scanzorosciate noi abbiamo fatto la scelta, e ce ne siamo assunti la responsabilità, di trasferire la Biblioteca nella villa Frizzoni, piuttosto che lasciarla chiusa in attesa di un ascensore.
Di costruire una Scuola Materna nuova, con il massimo di sezioni consentito dalla legge, di arredarla e di trasferire i bambini entro l’1 settembre. Anche in questo caso non vi fu nessun disagio per le famiglie.
Di costruire il nuovo Municipio, visto che le leggi nazionali ci hanno impedito di mettere mano alla nuova scuola media. Di arredarlo, inaugurarlo e trasferirvi gli uffici in tre giorni, praticamente senza alcun disagio per gli utenti.
Tutte le nostre scelte politiche sono state supportate dall’azione dei responsabili comunali, sia per l’aspetto economico, sia per la parte tecnica, nella logica di “a ciascuno il suo compito e le sue responsabilità”.
Quindi egregio signor Sindaco, lei non può attaccarci sul piano tecnico, a meno che non lo faccia pretestuosamente, e i suoi attacchi sul piano politico ci lasciano del tutto indifferenti, perché siamo ancora pienamente convinti che le nostre scelte siano state le più valide.
Durante il mandato Perini anche noi siamo venuti a conoscenza che la vecchia scuola media, che ospita il Centro Insieme, e la scuola di Palazzo non sono a norma. Ebbene, pur di poter dare una sede alle numerose associazioni, abbiamo fatto la scelta di farle utilizzare e ce ne siamo assunti la responsabilità.
Grazie alla professionalità del geometra Bugada, eravamo venuti a conoscenza che mancavano alcuni certificati per certi edifici, e che dei fabbricati non erano ancora accatastati.
Esattamente come sta succedendo adesso a voi. Non ci venga a dire che queste scoperte sono state fatte per la solerzia e l’impegno del suo assessore ai Lavori Pubblici, perché non ci crediamo. Se veramente fosse stato così impegnato e attivo, come vorreste farci credere, perché non lo ha fatto anche nei dieci anni di minoranza e non lo ha denunciato in campagna elettorale?
Noi non abbiamo fatto in tempo, per scadenza di mandato, a risolvere le questioni in sospeso. Abbiamo accatastato i fabbricati e abbiamo messo a bilancio risorse per risolvere i problemi della scuola elementare. Però, e lo ribadiamo, assumendocene la responsabilità, non le abbiamo chiuse. Ebbene, se lei pensa che la mancanza di certi requisiti renda la scuole inagibili e se crede che vi sia stata negligenza tecnica, si assuma la responsabilità politica di chiuderle. Vi preghiamo però di non accampate la scusante che questo fatto ostacola la realizzazione del vostro programma. E’ una strategia, ormai molto di moda, ma che alla fine non ripaga. Se per voi la situazione è così grave, risolvetela; non vi siete forse fatti eleggere propugnando il cambiamento. Bene, se ne siete capaci, realizzatelo.

Per Insieme per Pedrengo
Franco Fazzolari

lunedì 8 marzo 2010

Mozione sul Fondo Regionale Politiche Sociali

Pedrengo, 5 marzo 2010

Al Presidente del
Consiglio Comunale
di Pedrengo


Il sottoscritto consigliere comunale della lista civica “Insieme per Pedrengo”, presenta la seguente mozione come previsto dagli articoli 18, 19 comma 4.1 e successivi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con richiesta di iscrizione all’ordine del giorno prossimo Consiglio.

Oggetto: Fondi Regionali Politiche sociali
Premesso che:
- Con la delibera regionale n. 011255 del 10 febbraio 2010 vengano ripartite le risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali anno 2009, del Fondo Sociale Regionale, e del Fondo per la non Autosufficienza.
- La manovra finanziaria già prevedeva una riduzione del Fondo Nazionale per le Politiche sociali maggiore del 20%
- A fronte di una disponibilità di poco più di 73 milioni di euro per l’anno 2009 (la disponibilità del 2008 era di 95 milioni di euro), la Regione Lombardia ripartisce direttamente agli ambiti territoriali solamente 39 milioni di euro, pari a circa il 53% , mentre trattiene per se ben 34 milioni di euro, contro i 12 milioni di euro del 2008.
- Lo scorso anno l’89% delle risorse nazionali – pari a 82,6 milioni di euro - erano state trasferite agli Ambiti.
- Le risorse del FNPS sono trasferimenti dedicati alla realizzazione degli indirizzi della legge n° 328/2000 e dovrebbero garantire la quota dei buoni o titoli sociali , i livelli essenziali di assistenza sociale e le leggi di settore che in passato ricevevano finanziamenti ad hoc.
- Il Fondo Regionale rimane immutato rispetto allo scorso anno, pari a 85 milioni di euro, ma si tratta di risorse che sono di fatto una scarsa compartecipazione alle spese già assunte dai Comuni e da Enti e Associazioni (comunità per minori, asili nido, CRE ecc)
- Il Fondo per la Non Autosufficienza (+30%) , realizzato a livello nazionale dopo una lunga battaglia dei sindacati pensionati e degli Enti Locali e del mondo associativo, nato con l’intento di rafforzare i servizi e le attività per far fronte alla crescete presenza di persone non autosufficienti, è sempre stato integrativo agli altri Fondi.
Considerando che:
- Il taglio delle risorse del FNPS avviene in tempi in cui gli Enti Locali vengono via via caricati di competenze, i trasferimenti statali sono ripetutamente tagliati, l’autonomia impositiva dei Comuni è azzerata e, soprattutto, sono aumentati i bisogni dei cittadini; non solo a causa della crisi economica, ma anche per l'invecchiamento della popolazione, per l'esigenza di sostenere le famiglie e la natalità, per l’aumento del fenomeno migratorio, ecc.
- L’ANCI LOMBARDIA, ha convocato il 1° marzo un incontro con i Presidenti delle Conferenza dei Sindaci. Inoltre non ha sottoscritto - come dichiarato dalla vice presidente del Dipartimento del Welfare sig.ra E. Poma - l’accordo tra Regione Lombardia e Sindacati confederali e pensionati sul Buono Famiglia e in particolare sull’utilizzo dl F.N.P.S. per il suo finanziamento.
- Il finanziamento disponibile per le nostre comunità è pertanto diminuito di circa 2.800.000 euro.
- Il Fondo per la non Autosufficienza, fortemente voluto e sostenuto dai Sindacati Confederali e dalle Associazioni dei Pensionati, è stato finalmente incrementato, ma ha finalità ben precise e non può sopperire ai minori finanziamenti di altri settori, pena la perdita stessa della sua specificità.
- Non saranno i Sindaci e gli Amministratori locali a decidere in ordine agli interventi sociali necessari nei nostri territori, ma saranno direttamente i tecnici della Regione Lombardia e lo faranno, come hanno fatto finora, per lo più attraverso l’erogazione di buoni e voucher, depotenziando servizi di presa in carico delle persone e dei loro bisogni, spesso non riconducibili alla sola dimensione economica.
- Delle scelte effettuate dalla Regione Lombardia ne risentirà pesantemente anche l’Ambito di Seriate e quindi il Comune di Pedrengo. I minori finanziamenti renderanno difficoltosa l’attuazione dei progetti in essere, decisi nel 2009, a meno che ciascun Comune dell’Ambito non sopperisca con risorse proprie.
Alla luce di quanto esposto
Si impegna il Sindaco e l’Assessore alle Politiche Sociali
1) A sollecitare il Presidente dell’Assemblea dell’Ambito di Seriate la denuncia di non condivisione con la Regione Lombardia della scelta di trattenere una parte del FNPS.
2) A sollecitare il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’ASL Provinciale la denuncia di non condivisione con la Regione Lombardia della scelta di trattenere una parte del FNPS.
3) A chiedere, attraverso il coinvolgimento di tutti gli Ambiti Provinciali e dell’Assemblea dei Sindaci della Provincia, alla Regione Lombardia il ripristino del FNPS entro l’anno in corso.

per il Gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Mirco Perini

venerdì 26 febbraio 2010

Mozione su lavoro e crisi economica

Pedrengo, 19 gennaio 2009
Al Presidente
del Consiglio Comunale
di Pedrengo
I sottoscritti consiglieri comunali della lista civica “Insieme per Pedrengo”, presentano la seguente mozione come previsto dagli articoli 18, 19 comma 4.1 e successivi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con richiesta di iscrizione all’ordine del giorno prossimo Consiglio. Oggetto: Interventi per le persone e le famiglie residenti nel Comune di Pedrengo che si trovino in una condizione di difficoltà dovuta alla crisi economica in atto Considerando che: - l’Italia e la provincia di Bergamo stanno soffrendo la peggiore crisi dal dopoguerra con effetti drammatici sull’occupazione; - gli enti locali, nei limiti delle loro risorse finanziarie ed umane, possono mettere in campo alcuni strumenti per contrastare la recessione economica e mitigare gli effetti sociali della crisi; - nel nostro paese le aziende in crisi hanno determinato un incremento esponenziale del numero di lavoratori in cassa integrazione ed in mobilità e le stime per il 2010 sul versante occupazionale, sebbene ci siano segnali di rallentamento della crisi, non lasciano grandi speranze; - la crisi colpisce più gravemente le categorie più deboli tra i lavoratori, vale a dire le donne, gli immigrati, i giovani ed i precari in genere; - sussiste il rischio, in assenza di opportuni interventi di politica industriale, che anche aree a forte tasso industriale come quella bergamasca vedano messa in crisi la propria vocazione industriale e manifatturiera; - il rischio dell’aggravamento delle conseguenze sociali della crisi richiede l’attivazione di ulteriori interventi da parte delle Istituzioni, tra le quali i Comuni; - il Comune di Pedrengo ha recentemente istituito un apposito Assessorato alle Realtà Produttive. Verificato che: - il CENSIS ha più volte segnalato l’importanza ed il ruolo che gli Enti Locali possono assumere attivando opportune azioni anticicliche, in particolare attraverso lo sblocco ed il varo di iniziative sul fronte delle opere pubbliche; - nelle ultime settimane l’OCSE ha segnalato con chiarezza che, anche per quanto riguarda l’Italia, è prevedibile che gli effetti della crisi si producano in maniera ancora maggiore sul fronte occupazionale nel corso del 2010; - il Comune di Pedrengo a fine 2009 è, tra i Comuni del circondario, dopo Seriate, il Comune con più lavoratori inseriti nelle liste di mobilità. tutto ciò premesso, si impegna il Sindaco e la Giunta a: 1) Attivare concretamente l’Assessorato alle Realtà Produttive ed incaricare la competente Commissione per contribuire fattivamente alla definizione di strumenti d’indagine sul territorio per la conoscenza della situazione occupazionale, al fine di provvedere con visione strategica alla definizione d’interventi che favoriscano l’occupazione stabile. 2) Dare mandato all’Assessorato alle Realtà Produttive di aderire all’Osservatorio permanente del mercato del lavoro della Provincia di Bergamo al fine di contribuire al monitoraggio delle situazioni di crisi conclamate e/o annunciate ed all’elaborazione di progetti di riqualificazione e riconversione del personale in eccedenza, sollecitando l’elaborazione di dati specifici relativi al territorio comunale e stanziando le risorse allo scopo necessarie. 3) Istituire un fondo anticrisi di solidarietà che possa servire per il pagamento delle bollette, della mensa, dei trasporti pubblici e per evitare eventuali sfratti esecutivi di famiglie con minori a carico; 4) Attivare anche a Pedrengo ed in via sperimentale le agevolazioni possibili in analogia ai contenuti della “Family Card” istituita in altri Comuni. In sostanza prevedere per tutte le famiglie residenti nel Comune di Pedrengo, che si trovino in una condizione di difficoltà dovuta alla crisi in atto (lavoratori licenziati privi d’indennità di mobilità, lavoratori dipendenti in C.i.g.o., C.i.g.s. o C.i.g. in deroga o con contratto di solidarietà; lavoratori dipendenti d’imprese artigiane/commerciali e sospesi per almeno 10 settimane dall’attività lavorativa; lavoratori autonomi che, in ragione della crisi, cessino l’attività o abbiano subito un calo significativo del fatturato), la possibilità di sconto presso negozi di alimentari, macellai, fruttivendoli, panifici, supermercati e presso tutti gli operatori economici, pubblici e privati, che, in convenzione con il Comune stesso, abbiano aderito al progetto. 5) costituire un fondo di garanzia, tramite una convenzione con istituti di credito disponibili ed in collaborazione con le associazioni di categoria ed i relativi Confidi, per facilitare l’accesso al crediti delle microimprese (del settore commercio ed artigiano) localizzate nel Comune; 6) impegnare la Commissione Servizi Sociali e Disabilità a formulare una proposta di regolamento, che disciplini l’accesso al fondo anticrisi, alla Family Card e al fondo di garanzia previsto nei punti precedenti; 7) concordare con l’ente distributore forme di dilazione del pagamento delle tariffe per acqua, rifiuti, gas ed energia elettrica a favore delle famiglie che si trovino in una condizione di difficoltà dovuta alla crisi in atto 8) facilitare l’accesso a percorsi formativi destinati a persone, residenti nel Comune di Pedrengo, che si trovino in una condizione di difficoltà dovuta alla crisi in atto (lavoratori licenziati privi d’indennità di mobilità, lavoratori dipendenti in C.i.g.o., C.i.g.s. o C.i.g. in deroga o con contratto di solidarietà; lavoratori dipendenti d’imprese artigiane/commerciali e sospesi per almeno 10 settimane dall’attività lavorativa; lavoratori autonomi che, in ragione della crisi, cessino l’attività o abbiano subito un calo significativo del fatturato). Tali interventi saranno realizzati tramite un protocollo d’intesa tra Comune, parti sociali e Centri territoriali per l’impiego e in raccordo, se possibile, con l’Università di Bergamo; Tale azione, inoltre, dovrà essere coordinata con le istituzioni sociali e politiche esistenti sul territorio, come il già citato Osservatorio Provinciale, coinvolgendo in maniera diretta i lavoratori colpiti da processi di cambiamento e le loro organizzazioni di fabbrica/sito di ricerca/sede organizzativa. E inoltre impegna il Sindaco a farsi parte attiva nell’opera di coinvolgimento dell’ANCI, dei sindaci della provincia di Bergamo e del presidente dell’Ambito di Seriate al fine di sollecitare in via diretta o indiretta il Governo ed il Parlamento a: _ prorogare per l’anno 2010 la possibilità di escludere dal Patto interno di stabilità le spese per gli interventi temporanei e straordinari in funzione anticrisi disposta dall’art. 7-quater, comma 1, lettera c), del decreto legge n. 5/2009; _ rivedere il Patto di Stabilità interno in modo tale da favorire le politiche di investimento pubblico degli enti locali; _ accelerare l’attuazione del federalismo fiscale e, in questo quadro, attribuire ai Comuni risorse da impiegare in interventi di politica industriale sul territorio
Distinti saluti.
Daniele De Sanctis
Franco Fazzolari

martedì 9 febbraio 2010

Replica di Mirco Perini alla risposta del Sindaco all'interrogazione sulle dichiarazioni alla stampa

Intervento di replica alla risposta del Sindaco sull’interrogazione


Sono molto insoddisfatto delle risposte avute. Ancora una volta, anche in questa sede, è stata fatta una politica degli annunci, ai quali in questi mesi nove mesi sono seguiti pochi fatti, cioè atti/delibere/ordinanze ed alcune sono pure contraddittorie (conferma dell’organizzazione comunale impostata dalla precedente amministrazione, conferma dei responsabili di settore, conferma della tassazione comunale impostata dalla vecchia amministrazione), aspetti questi su cui avete sempre avuto da ridire nel passato quinquennio e che ora all’atto pratico non sapete far altro che copiare.

Ormai l’alibi del bilancio, fatto dai precedenti amministratori, non regge più! E’finito finalmente!
Con l’imminente esame del bilancio previsionale per il 2010 e il triennale 2010-2012 verificheremo fino a che punto arriverà la capacità di vendere illusioni di questa compagine amministrativa.
Pensavamo che dopo nove mesi aveste messo i piedi per terra di fronte alle difficoltà che da sempre esistono nell’amministrare una Comunità.
Pensiamo che il tempo delle illusioni sia finito anche per voi, perciò umilmente prendetene atto!
I nodi cominciano a venire al pettine dalla scuola alla cultura, dai servizi sociali agli impianti sportivi, dalla pianificazione alla viabilità.
Concludo questo intervento con le parole di Wiston Churcil: “Si può ingannare poca gente per tanto tempo, ma non è possibile ingannare tanta gente per tanto tempo”, anche i pedrenghesi cominciano ad aprire gli occhi e questo non so se per voi sia un buon segno.

Mirco Perini