mercoledì 16 dicembre 2009

Dichiarazione di voto di Insieme per Pedrengo sull'approvazione del PGT al Consiglio comunale del 14.12.2009

Consiglio comunale del 14 e 15 dicembre 2009

Dichiarazione di voto

Il gruppo Insieme per Pedrengo non si identifica più con il PGT adottato il 20 aprile 2009.
Non è l’accettazione di piccole osservazioni a variare le caratteristiche di un PGT. Per questo le abbiamo approvate, seguendo le indicazioni dell’estensore del Piano.
E’ sulle variazioni importanti che caratterizzano veramente il PGT che non siamo d’accordo.

E stata inoltre inserita la bretella Ovest (area Tadini). I motivi per i quali ci opponiamo a questo inserimento, adesso, li abbiamo già esplicitati. La nostra opposizione è ancora più ferma da quando il Sindaco ha comunicato che la realizzazione del parco lungo il fiume Serio è subordinata alla costruzione della strada.
L’Assessore provinciale alla viabilità ha dichiarato che la strada di penetrazione sarà per forza costruita per lotti funzionali. Nulla si sa degli studi di fattibilità della bretella. La strada non è compresa nel piano triennale delle opere pubbliche della Provincia. L’unica conclusione più realistica è che con questa scelta politica i Pedrenghesi non vedranno mai più realizzato il parco lungo il Serio.

Non accettiamo che venga eliminata la destinazione ad edilizia convenzionata di un lotto di terreno. Vi è una palese contraddizione tra questa decisione e quanto di recente approvato col “piano casa”, sostenuto dal Sindaco, che lo ha propagandato come illuminato strumento che consentiva alle famiglie che avevano bisogno di maggiori spazi, di poterli realizzare, o ai padri di poter costruire per i figli.
Vi è anche contraddizione tra la dichiarata volontà di non voler consumare il territorio e l’auspicio che si possano costruire solo le villette. Vi è inoltre una grave contraddizione sociale: il diritto alla casa spetta soltanto a chi può costruire o acquistare la villa con giardino. Noi non siamo d’accordo.

Non accettiamo di essere chiamati ad approvare un PGT che è intenzione dell’Amministrazione cambiare entro tempi brevi. Il Sindaco e il Vicesindaco hanno dichiarato che per certe osservazioni bocciate dal Consiglio saranno comunque trovate soluzioni successivamente: vedi stalle, area di vai Carducci ecc.
Per questi motivi il gruppo Insieme per Pedrengo esprime il suo voto negativo all’approvazione del PGT.

per il Gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Daniele De Sanctis

Insieme per Pedrengo sull'asse di penetrazione da est al Consiglio comunale del 14.12.09

Consiglio Comunale del 14 dicembre 2009

Osservazione n° 3

punto all’ordine del giorno APPROVAZIONE PGT

Su questo punto è necessario fare alcune precisazioni:

La proposta di realizzazione delle bretelle è scaturita da un tavolo tecnico. La bretella Est è una proposta condivisibile. Anche se si inserisce in un’area agricola pregevole, alleggerisce il traffico su via Kennedy e soprattutto allontana dalle zone maggiormente abitate il traffico di merci pericolose dirette all’azienda Polynt.
Insieme per Pedrengo aveva raggiunto un accordo con l’amministrazione di Scanzorosciate, per rendere meno impattante e più funzionale lo sbocco sul territorio di Scanzorosciate.

Per quanto riguarda la bretella Ovest è necessario sottolineare alcuni punti:
Il PII Tadini, la cui approvazione è stato l’ultimo atto dell’amministrazione del Sindaco Perini, aveva ed ha come obiettivo principale la creazione di un Parco lungo il fiume Serio.
Alla Provincia, che con il tavolo tecnico aveva chiesto l’inserimento della bretella, avevamo risposto che l’opera poteva essere realizzata se avesse rispettato alcune condizioni:
· la bretella avrebbe dovuto essere realizzata in galleria per motivi di impatto ambientale e di inquinamento;
· non si sarebbero dovute creare interferenze tra la viabilità comunale e la bretella stessa;
· il nascente quartiere sull’area dell’ex Cantoni non avrebbe dovuto essere confinato;
· i costi dell’opera non avrebbero dovuto essere a carico del Comune di Pedrengo;
· l’asse di penetrazione Est e le due bretelle avrebbero dovuto essere realizzate in un unico intervento.

Queste considerazioni hanno portato i giornali a scrivere nell’aprile del 2008 “Raddoppiano i costi per la strada di Pedrengo”.
Ancora oggi noi ribadiamo che solo se queste condizioni verranno rispettate potremo parlare di accettazione della bretella ovest da parte del Comune di Pedrengo.
Riteniamo che inserire la bretella Ovest in questo PGT implichi pesanti ripercussioni sul nostro territorio, a livello sociale, di inquinamento, ambientale e paesaggistico che stravolgeranno il lavoro fatto fino ad oggi.
Inserire la bretella Ovest in questo PGT significa dare comunque l’assenso alla sua realizzazione, anche con modalità diverse da quelle concordate dalla passata amministrazione al tavolo tecnico con la Provincia ed i comuni interessati.
Inserire la bretella Ovest in questo PGT presuppone che la comunità di Pedrengo si accolli parte dei costi per la sua realizzazione
Inserire la bretella Ovest in questo PGT significa eliminare definitivamente la possibilità di creare un Parco lungo il fiume Serio.

Per questi motivi non vogliamo che la bretella Ovest sia inserita in questo PGT.

per il Gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Daniele De Sanctis

Consiglio comunale del 14 dicembre 2009, la premessa di Insieme per Pedrengo

Consiglio Comunale del 14 dicembre 2009

Premessa

punto all’ordine del giorno APPROVAZIONE PGT


Ancora una volta siamo costretti a far rilevare come la maggioranza non ricerchi, quando è possibile, il dialogo e la collaborazione con le minoranze, continuando a considerarle un semplice elemento di disturbo per la propria attività. Gli esempi che seguono ne sono la prova.

Nell’avviso di convocazione del Consiglio, consegnatoci mercoledì 9 Dicembre, si legge che “ Il materiale è depositato per la visione presso il Settore Tecnico – Edilizia Privata”. Tuttavia il mercoledì pomeriggio, presso l’Ufficio Tecnico i documenti ufficiali non c’erano. Ci sono stati consegnati alle sei di sera, e non per iniziativa dell’Amministrazione, ma perché siamo stati irremovibili e insistenti, rifiutandoci di lasciare gli uffici comunali senza aver avuto ciò che ci spetta di diritto.

Noi consiglieri di Insieme per Pedrengo avevamo comunque chiesto in anticipo una documentazione. Non ufficiale, senza il parere tecnico, senza il parere della commissione urbanistica e soprattutto senza una cartografia adeguata. Abbiamo, per senso di responsabilità verso i cittadini, cercato comunque di capire per poter decidere con serenità e in maniera ponderata, con i tempi che un argomento così importante merita.

Chiediamo più rispetto!

RISPETTO per i consiglieri di minoranza, ai quali vengono lasciati solo cinque giorni per valutare più di 90 osservazioni. Abbiamo avuto giovedì, venerdì, sabato, domenica e oggi per approfondire tutte le osservazioni e chiedere chiarimenti presso l’ufficio tecnico.
RISPETTO per i consiglieri che lavorano e devono far conciliare gli impegni lavorativi con quelli politici. L’atteggiamento di questa amministrazione sembra dire: “chi lavora si arrangi per recuperare il materiale…”
RISPETTO per la conferenza dei capigruppo. Siamo stati convocati per telefono il mercoledì sera per un incontro da effettuare il giorno dopo. Ho scoperto poi che il capogruppo Masper non è stato neppure avvisato.
RISPETTO per i componenti delle commissioni. Convocare le commissioni dopo aver approvato i provvedimenti per i quali potevano dare il loro contributo è una presa in giro. (Mi riferisco alla commissione scuola per il relativo piano di diritto allo studio e alla commissione urbanistica per le osservazioni a questo PGT).
RISPETTO per i cittadini e per tutti noi consiglieri. Non è corretto né ammissibile comunicare in pubblico e ai giornali atti e informazioni prima del loro naturale passaggio in Consiglio Comunale (mi riferisco alla surroga del consigliere, la bretella ovest inserita nel PGT)
RISPETTO per la discussione sul PGT. E’ impensabile che anche per un’operazione di tale rilevanza per la Comunità, si osservino rigidamente i tempi previsti dal regolamento per la discussione, e forse neanche quelli.

Con queste premesse la comunicazione che il Sindaco ha fatto in questa sala il giorno 30 novembre in cui comunicava che il prossimo Consiglio Comunale sarebbe stato interamente dedicato all’approvazione del PGT, è si sarebbe svolto il giorno 9 o 10 Dicembre, con possibile conclusione sabato 12 dicembre può essere interpretata in vari modi. Voleva facilitare la nostra programmazione o voleva crearci difficoltà? Perché il consigliere Masper non è presente questa sera? Perché il consigliere Masper non è stato presente alla riunione dei capigruppo svoltasi giovedì 10 dicembre?

Se abbiamo lavorato per esaminare le osservazioni e adesso partecipiamo a questo Consiglio Comunale è per senso di responsabilità verso i cittadini, per rispetto dei quali riteniamo necessario il confronto con le posizioni della maggioranza.

Per queste considerazioni chiediamo che la discussione possa essere serena, esaustiva e che i tempi non siano rigidamente contingentati.

per il Gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Daniele De Sanctis

mercoledì 2 dicembre 2009

L'intervento di Franco Fazzolari sul Piano di diritto allo studio

DIRITTO ALLO STUDIO GENNAIO/GIUGNO 2010

Premessa
Considerato che nella delibera di Giunta n° 118 del 20.11.2009, tra gli obiettivi specifici della Commissione Scuola ed Educazione si legge: La Commissione, attraverso l’analisi e la discussione dei documenti forniti dall’Assessore e dagli uffici comunali, elabora proposte e pareri in merito a:
- Piano di diritto allo studio
Chiediamo all’Assessore come mai il Piano di diritto allo studio sia stato approntato senza il contributo della Commissione. La stessa poteva essere nominata prima della stesura del piano stesso.

Ore per studenti problematici
2008/2009
Scuola materna 2 alunni 25 ore sett.
Scuola primaria 6 alunni 77 “
Scuola secondaria 3 alunni 31 “

2009/2010
Scuola materna 2 alunni 35 ore sett.
Scuola primaria 5 “ 70 “
Scuola secondaria 4 “ 52 “

Ci sono stati incrementi orari in tutte le fasce scolastiche. In particolare nella Scuola Materna, pur con lo stesso numero di alunni, vi è un aumento orario di 10 ore settimanali e nella Scuola Secondaria un alunno in più implica un aumento orario di 21 ore settimanali. A che cosa è dovuto?
La domanda di precisazione deriva dal non aver avuto dagli uffici comunali risposta soddisfacente a una nostra specifica richiesta, formulata entro tempi adeguati.

Chiediamo se è stato fatto uno studio per la non sovrapposizione degli interventi. Consideriamo che sono attivi l’Insegnante di sostegno, l’Educatore e l’Insegnante di classe. Se si dovessero soddisfare le richieste dell’ASL ci sarebbero degli inutili e forse inopportuni accavallamenti di operatori. Infatti spesso l’ASL chiede 30 ore; 22 sono di sostegno . Rimarrebbero solo 8 ore senza accavallamento.

Quante sono le ore di compresenza tra l’Insegnante di sostegno e l’Educatore?

Alla voce servizi integrativi
Progetto Educazione Razionale (Relazionale?) Emotiva 2.250,00 €.
Di che cosa si tratta?

Corsi di musica strumentale classi 3^, 4^, 5^ della Scuola primaria e 1^ della Secondaria. Da chi sono tenuti? Il termine “strumentali” significa uso di strumenti musicali? Chi fornisce gli strumenti o eventualmente chi li acquista?

La Scuola può programmare un corso di musica strumentale nel normale orario curricolare? Un corso di musica strumentale non si tiene già in Oratorio?

Comitati genitori
Quali sono le proposte e le iniziative dei comitati genitori?

Franco Fazzolari

L'Assessore Zenoni non ha risposto a nessuna domanda, dicendo che le scelte erano state fatte o dall'Assistente sociale o dalla Scuola.

Intervento di Daniele De Sanctis sulla mozione del Crocifisso

Consiglio Comunale del 30 novembre 2009

Decimo punto all’ordine del giorno

Mozione presentata dal consigliere comunale Bosatelli Giancarlo in data 18/11/2009 prot. n° 11272

In questa assemblea consiliare siamo chiamati ad esprimerci contro una sentenza della Corte Europea che vieta di esporre il Crocifisso nei luoghi pubblici.Pensiamo che la Corte di Strasburgo con la sua sentenza abbia voluto evidenziare l’aspetto laico della scuola pubblica. Poteva la Corte di Strasburgo, interpellata su una questione di diritto, esprimersi in modo diverso?Le statistiche apparse nei giorni scorsi sulla stampa parlano chiaro. Il 70% degli italiani non vuole che venga tolto il crocefisso dalle aule italiane: “il crocefisso fa parte della nostra identità, noi siamo uno Stato con una cultura cattolica”; queste le motivazioni portate dai più.
Ma queste posizioni sono contraddittorie sotto un duplice aspetto:- Il simbolo del crocefisso non può essere ridotto a simbolo di una cultura identitaria, è qualcosa di ben più elevato: è il simbolo di una religione, di un culto, di Dio che si è fatto uomo;
- La scuola non è un luogo di culto e non è neanche il luogo dove si esprime una cultura identitaria, è il luogo dove si debbono esprimere conoscenza e ricerca in tutti i campi, nel rispetto della libertà di insegnamento.Di questa notizia si sono impossessati i politici, i quali tutti, stranamente, sono di colpo diventati seguaci del simbolo più alto di amore verso gli altri che ci sia stato nella storia umana.
Non ci si può però professare Paladini della Croce e seguaci di Cristo se si rigetta sistematicamente l’universalità del Suo insegnamento. Se non si accetta il diverso, il forestiero, se si esalta ad ogni piè sospinto il mito della propria razza, se si respinge, ributtandolo in mare, il disperato, se lo stesso disperato lo si sfrutta però, quando serve, per produrre la propria ricchezza, se si invita la gente a non fornirgli una casa, se per Natale si organizza una specie di pulizia etnica.
In uno Stato dove non esistono più simboli laici in grado di convogliare lo spirito della società civile, il crocefisso viene individuato come l'ultimo baluardo alla decadenza morale, culturale e sociale del Paese. Di questi tempi gli italiani, laici e credenti, rischiano di veder smarriti i propri simboli nazionali, denigrati proprio da quelle persone che invece dovrebbero tramandare l'orgoglio della Patria. Non dimentichiamo la condanna di Bossi del 2001, per vilipendio alla bandiera tricolore; sono sue anche le parole contro l'inno nazionale, considerato sconosciuto e non rappresentativo. Che tristezza vedere con quanta veemenza parte dei nostri politici difendono a spada tratta l’esposizione nelle aule del crocefisso, che rimane pur sempre un simbolo religioso, e non accennano neppure ad esporre il tricolore, il simbolo della nostra Patria. Il tricolore accomuna tutti i cittadini italiani, che siano cattolici, ebrei, mussulmani o atei. Incarna infatti ideali che non sono religiosi, così come è giusto che sia in uno Stato comunque laico. Esprimeremo comunque il nostro voto a favore della mozione, ma la nostra intenzione era quella di puntualizzare argomenti a nostro parere ben più rilevanti di questo.
In conclusione facciamo nostre le parole che il Cardinale Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha pronunciato su questa vicenda:
(il crocefisso rappresenta) “un simbolo non solo confessionale ma umano, la cui eliminazione non rappresenta un passo avanti. Il punto però non è conservare un "simbolo", un oggetto, bensì il modo di viverlo nella realtà. Questo è l'aspetto che dovrebbe essere considerato con maggiore serietà. Mi pare che di ciò si parli poco".

Daniele De Sanctis

Intervento di Daniele De Sanctis sulla Piazzetta Pertini

Consiglio Comunale del 30 novembre 2009

Nono punto all’ordine del giorno

Interrogazione presentata del consigliere comunale De Sanctis Daniele in data 13/11/2009 prot. n° 11127

Egregio Signor Sindaco, non mi ritengo soddisfatto dalla sua risposta. Ritengo che la decisione di trasformare in parcheggio la Piazzetta Pertini sia errata e controproducente per i seguenti motivi:
I parcheggi presenti nelle immediate vicinanze del nuovo municipio sono di norma sempre liberi; poche centinaia di metri a piedi non fanno male a nessuno (ricordo che comunque sono presenti nei pressi del Municipio adeguati posti auto per disabili)
Con fatica il gruppo di INSIEME PER PEDRENGO, al tempo dell’amministrazione Viganò, aveva investito risorse per trasformare da parcheggio a piazza questo luogo, anche andando contro le richieste dei dipendenti. La vostra decisione rovina, a beneficio di pochi, uno spazio urbano che rappresenta un investimento per la comunità. Come si può conciliare una pavimentazione che ha una sua geometria artistica, con le strisce per delimitare i parcheggi? Le perdite d’olio e le tracce dei pneumatici rovineranno irrimediabilmente la pavimentazione della piazzetta.Siamo riusciti in questi anni a caratterizzare lentamente il centro del paese, dotandolo di spazi ordinati e aperti. Il centro di Pedrengo oggi si caratterizza per l’insieme dei suoi spazi aperti: la Piazza Europa Unita, che molti ci invidiano, la piazzetta Elena Frizzoni, la piazza A. Pertini. Di fatto questi spazi, insieme con i nostri parchi creano equilibrio e senso di ordine. Volete barattare uno spazio pubblico che da equilibrio ed ordine all’ambiente urbano, con un parcheggio?
È ormai dimostrato e perseguito da molte amministrazioni pubbliche, che una delle strategie migliori per rivitalizzare un centro urbano sia quella di renderlo il più “pedonale” possibile, allontanando dal centro le autovetture ed i relativi parcheggi. La vostra è una strategia vecchia e diametralmente opposta. Dobbiamo aspettarci anche un prossimo parcheggio in Piazza Europa Unita? Lì lo spazio non mancherebbe di certo!
Riteniamo che, prima di distruggere uno spazio pubblico, fosse più opportuno sfruttare l’area a ridosso della sede della Polizia Locale. Questo intervento sarebbe stato forse un poco più difficile da realizzare, ma avrebbe garantito un risultato migliore. Avete preferito scegliere la strada più semplice, senza una visone d’insieme, senza progettualità ed infine senza aver prima condiviso la scelta con la cittadinanza. Amministrare vuol dire rispondere alle esigenze dei cittadini. Questa è la vostra risposta?
Mi permetta, signor Sindaco, di concludere il mio intervento citando le sue parole, riportate sull’Eco di Bergamo del 19.11.2009 in cui lei sostiene: “quella del decoro urbano è una questione a cui teniamo in modo particolare…… Vivere in un luogo che viene tenuto in ordine e che anche dal punto di vista dell’impatto visivo risulta piacevole non può che migliorare la qualità della vita”
Mi pare di poter sostenere senza forzature come vi sia una rilevante contraddizione tra le parole ed i fatti!

Daniele De Sanctis

Insieme per Pedrengo sulla Giornata della libertà

9 NOVEMBRE – GIORNO DELLA LIBERTA’

Punto n. 9 all’ordine del giorno

del Consiglio comunale del 30.11.09

Premesso che pur condividendo l’ordine del giorno proposto dalla Giunta, qualche dubbio comunque in noi si insinua.
Ci fa piacere che finalmente anche voi abbiate scoperto le celebrazioni civili e naturalmente, ci ha visto particolarmente soddisfatti vedere l’Amministrazione comunale schierata quasi al completo per la celebrazione del 91° anniversario della fine del primo conflitto mondiale e Giornata dell’Unità Nazionale.Ci dispiace però di dover segnalare la vostra assenza in occasione di altre celebrazioni ed iniziative organizzate, negli scorsi anni, dalla precedente Amministrazione e/o Commissione culturale, in collaborazione anche con le nostre scuole, quali:
• Il 27 gennaio Giorno della Memoria della entrata delle truppe alleate nel campo di concentramento di Auschwitz.

• Il 10 febbraio Giorno del Ricordo delle stragi delle Foibe. Da anni la manifestazione provinciale si effettua nel vicino comune di Seriate, mi sembra di non avervi mai visto tra i presenti.

• Il 25 aprile Festa della Liberazione dal nazifascismo.
Tutti gli anni in occasione di questo anniversario abbiamo abbinato iniziative ad oc anche per celebrare una ricorrenza particolare:
- nel 2005 in occasione del 60° della Liberazione abbiamo inaugurato il risistemato Monumento ai Caduti ed il giardino delle rimembranze. - Nel 2006 abbiamo ricordato anche il 60° anniversario della fondazione della Repubblica democratica.
- Nel 2008 abbiamo commemorato anche il 60° anniversario dell’entrata in vigore della Carta Costituzionale.
- Quest’anno, sempre in occasione del 25 aprile, abbiamo voluto ricordare un nostro concittadino Giuseppe Biava, caduto a Rosolo di Algua sotto il fuoco dei fascisti della banda Resmini. Un cittadino di Pedrengo del quale in paese si era persa la memoria. Anche in quell’occasione non vi abbiamo visti.• Il 3 novembre 2008, abbiamo ricordato con una suggestiva cerimonia serale la conclusione della guerra del 1915-1918 anche in quella circostanza pochi di voi erano presenti.
E’ per questo, abbiamo apprezzato aver trovato nel Piano per il Diritto allo Studio l’intenzione della Giunta di ricordare questi avvenimenti.Lo scorso 25 novembre è caduto il 65° anniversario della fucilazione di Giuseppe Biava e dell’eccidio di Cornalba (BG). In quel lontano autunno del 1944 ben 15 giovani, di età compresa tra i 17 ai 23 anni, di diversi paesi della bergamasca caddero sotto il fuoco della barbarie e della dittatura.Ieri, 29 novembre, in quel Comune, una manifestazione organizzata dall’ ANPI provinciale ha ricordato quel tragico anniversario e i caduti della formazione partigiana “Giustizia e Libertà - 24 maggio” fucilati negli stessi giorni a Zogno, Ambria, Rosolo di Algua e Cornalba.
Erano presenti i sindaci, o i loro assessori delegati, dei paesi di quei giovani martiri partigiani.
I sindaci di Romano di Lombardia e di Seriate, impossibilitati ad essere presenti hanno giustificato la loro assenza causa la concomitanza degli Stati Generali promossi dalla Provincia di Bergamo.
Ai pochi cittadini di Pedrengo ed ai familiari discendenti di Giuseppe Biava, presenti alla S. Messa ed alla successiva manifestazione è molto dispiaciuta l’assenza del rappresentante della nostra Amministrazione comunale e, senza nemmeno una telefonata di giustificazione.
Riteniamo sia doveroso da parte delle Istituzioni, specialmente quelle più vicine ai cittadini, quali sono i comuni, indicare alle nuove generazione gli ideali della solidarietà, della pace e della libertà.
Sarebbe però altrettanto necessario ed opportuno riscoprire le radici della nostra libertà e di quanti sono caduti sotto il fuoco fascista per lasciarci con il sacrificio delle loro vite una Italia libera da dittature, donandoci la libertà di cui tutti noi ampiamente godiamo e che ci auguriamo di poter trasmettere alle nuove generazioni.
Auspichiamo che l’anelito di pace, solidarietà, giustizia e libertà per la quale sono caduti i nostri fratelli italiani negli anni 1943-1945, possa essere accumunato a quanti caddero sotto il fuoco del muro di Berlino nella ricerca della libertà.
per il gruppo consiliare
Insieme per Pedrengo
Mirco Perini