lunedì 4 ottobre 2010

Dichiarazione di voto di Daniele De Sanctis sul Piano di Diritto allo Studio

DICHIARAZIONE DI VOTO

Le risorse destinate globalmente al Piano al Diritto allo Studio sono rimaste pressoché invariate rispetto agli anni scorsi, ma tre sono i temi che ci vedono profondamente in disaccordo.
Come sono stati trattati i Comitati Genitori. Come è stata utilizzata la Commissione Istruzione. Come questa Amministrazione si pone nei confronti dei cambiamenti della scuola.
Cominciamo dai cambiamenti della scuola.
Le modalità con cui l'assessore all'istruzione ha affrontato il cambio di orario deliberato dal Consiglio d'Istituto, ha di fatto creato molti disagi. Disagi che, con questo Piano di Diritto allo Studio, non è stato più possibile recuperare. L'Amministrazione non può dichiarare nell'introduzione di questo documento che “i Comuni hanno concordato con gli Istituti modalità e procedure condivise per la definizione di un modello organizzativo di governance locale, elaborando altresì un'agenda dei principali adempimenti reciproci” e poi affermare che non dobbiamo confondere le scelte fatte dall'Istituto Comprensivo con i servizi che il Comune fornisce per migliorare l'offerta formativa o per adempiere ad obblighi ben precisi. L'Amministrazione deve valutare i cambiamenti ed eventualmente indirizzare le scelte. Non può permettersi di subire, senza prendere posizione, le decisioni prese da altri.
I Comitati Genitori e la commissione
Noi riteniamo che per avere una scuola che funziona sia necessario creare una rete tra tutti i soggetti coinvolti. Istituto comprensivo, alunni, genitori e Amministrazione Comunale.
Come cittadini di questo paese ci siamo sentiti a disagio quando siamo venuti a conoscenza che la prossima riunione del Comitato è stata convocata a casa di uno dei genitori e tra gli argomenti all'ordine del giorno ci sono il mancato contributo da parte dell'Amministrazione Comunale e la mancanza di una sede dove riunirsi.
Ha valutato, l'assessore, le risorse aggiuntive che i comitati mettevano in campo non solo in termini di soldi, ma di partecipazione ed impegno? Ha valutato che non destinare più alcuna risorsa, spegne l'entusiasmo che ha contraddistinto in questi anni il lavoro dei comitati?
Riteniamo che il Piano di Diritto allo studio abbia due finalità. Aiutare gli studenti e le famiglie in difficoltà e, in seconda istanza, sviluppare tutta una serie di attività che incrementino l'offerta formativa, favorendo la partecipazione di tutti i soggetti che gravitano attorno alla scuola (associazioni, genitori, alunni). Riteniamo che questo Piano di Diritto allo Studio penalizzi un'importante risorsa del territorio.
Per tutte queste motivazioni il gruppo di INSIEME PER PEDRENGO voterà contro questo Piano di Diritto allo Studio.

Insieme per Pedrengo

Dichiarazione di voto di Franco Fazzolari sugli equilibri di bilancio

Consiglio Comunale del 27.10.2010
BILANCIO DI PREVISIONE 2010 – STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI – RICOGNIZIONE DEGLI EQUILIBRI FINANZIARI.
Dichiarazione di voto.
Contro il nostro parere, che vi invitava alla prudenza, avete approvato un bilancio di previsione a dir poco irrealistico, frutto dell’analisi poco attenta della situazione politico-economica, sia locale sia nazionale. Avete affidato la realizzazione di una considerevole parte del vostro programma alle entrate provenienti da fantomatiche sponsorizzazioni, alla previsione di oneri di urbanizzazione spropositatamente gonfiati, a risparmi che a vostro dire avreste realizzato, non si sa come.
Adesso però i nodi vengono al pettine e diviene palese il macroscopico errore della vostra previsione, frutto di molta demagogia.
Signor Sindaco e Assessore al Bilancio, il bilancio non si adegua alla politica degli annunci, da voi inaugurata e tenacemente perseguita; il bilancio è una cosa seria, che si confronta e si scontra quotidianamente con la realtà. Con quella realtà che ancora oggi voi non volete o non sapete vedere. Gli equilibri di bilancio indicano in 222.743 € l’attuale possibilità accertata di investimenti, ma voi continuate a prevedere per fine anno investimenti per 1.250.000 €. Perché le vostre previsioni si avverino dovrebbero entrare entro fine anno 1.027.000 €. Come pensate che questo si possa verificare? Vi ho gia fatto la domanda, ma non mi avete risposto.
Quella che potrebbe sembrare una curiosità per noi è invece una preoccupazione!
Noi già sapevamo e avevamo subito intravisto le difficoltà a cui si andava incontro. Per questo avevamo fatto alcune proposte che consentivano almeno di realizzare delle risorse utilizzabili; ma voi le avete respinte.
Come testimoniano i dati dello stato di attuazione dei programmi, nessuna delle opere, nemmeno di media importanza, inserite nel vostro programma è stata realizzata o almeno iniziata.
In questo momento il vostro mandato si caratterizza per dei modesti interventi, spesso inutili, per le quali sono stati e saranno utilizzati soldi che, in periodi di difficoltà, potevano e dovevano essere meglio impiegati. E’ un disorganico tentativo di realizzare piccole opere di facciata per far vedere che state facendo qualche cosa. Invece di ponderare con attenzione sia la fonte delle entrate sia le spese, vi siete preoccupati di fare la politica dell’apparire. Avete fatto promesse a destra e a manca e avete persino assoldato un esperto in comunicazione che con annunci altisonanti ha gonfiato in maniera spropositata la portata delle vostre modeste operazioni. Avete più volte dichiarato che siete l’amministrazione del fare: questa è la sede dove portare il resoconto di quello che avete fin qui fatto e cosa farete in futuro; non le pagine di un quotidiano, sulle quali, sottraendosi dal confronto, si può dire tutto e il contrario di tutto.
Il vostro documento sullo Stato di Attuazione del Programma dimostra, senza ombra di dubbio, che avete fatto poco o nulla e prospetta una situazione futura nella quale farete ancora di meno. Ci sono validissimi e preoccupanti motivi per non condividere il vostro modo di amministrare e per esprimere il nostro voto contrario.

Insieme per Pedrengo

Ricognizione degli equilibri finanziari di Franco Fazzolari

Consiglio Comunale del 27 sett. 2010
INTERVENTO SULLA RICOGNIZIONE DEGLI EQUILIBRI FINANZIARI E LA VERIFICA DELLO STATO DI ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA.

La ricognizione degli equilibri finanziari e la verifica dello stato di attuazione del programma rappresentano il momento nel quale si analizzano quali attività e quali opere previste nel bilancio di previsione sono state realizzate.

Oggi portate all’approvazione questo resoconto:

A fronte di 395.000 € di oneri di urbanizzazione da voi previsti sono entrati soltanto 128.000 € dei quali 12.900 € andranno restituiti; quindi 115.000 € effettivi.

Dei 134.727 € di sponsorizzazioni da voi ipotizzati (dei quali 112.000 € circa per investimenti) sono entrati soltanto 10.556 €.

Pertanto al momento dai 530.000 € previsti mancano circa 405.000 €.

Ci sarà una maggiore entrata di 128.000 € per il mutuo acceso per gli impianti sportivi (in totale, con quello già indicato nel bilancio di previsione 198.000 €).

Ci saranno maggiori entrate per l’alienazione dei diritti di superficie pari a 137.966 €, ma poco gioveranno alle casse comunali in quanto non possono essere spesi per il patto di stabilità.
Lo stesso vale se sarà venduto l’immobile di via Roma.
Facciamo alcuni esempi indicativi di quanto avevate previsto e di quello che realmente avete realizzato:

SICUREZZA
Previsto 132.300 €
Accertato 12.444 € pari al 9,41 %

AMMINISTRATIVO
Previsto 94.000 €
Accertato 1.667 € pari al 1,78 %

ECONOMICO FINANZ.
Previsto 391.500 €
Accertato 10.280 € pari al 2,63 %

LAVORI PUBBLICI
Previsto 470.192 €
Accertato 65.323 € pari al 13,89 %

Si evidenzia subito la modestia degli interventi rispetto alle promesse fatte.
In un quadro più generale, nel bilancio di previsione avevate previsto investimenti per 1.261.000€. Al momento gli accertati sono 222.743 €.
Significa che per adesso sono possibili investimenti per soli 223.000 € circa.
Però la vostra previsione di spesa per il 2010 continua ad essere di 1.250.000 €.
Quindi in tre mesi dovrebbero entrare 1.027.000 €

Fatta questa disamina pongo alcune domande:
All’Assessore ai Lavori Pubblici
1. Che fine hanno fatto i lavori di sistemazione dell’ex municipio per il trasferimento della Polizia Locale.
2. Come mai non sono iniziati i lavori di riqualificazione di via del Caravaggio previsti per il 15 Sett. 2010. Tra l’altro, in un recente Consiglio Comunale l’Assessore aveva dichiarato che l’Amministrazione aveva trovato i soldi per quei lavori.
3. Che cosa si prevede per la realizzazione dell’ascensore nella biblioteca. Infatti mentre prima dell’effettuazione dei lavori i diversamente abili, pur con qualche piccolo disagio, potevano salire al piano superiore adesso non possono in alcun modo raggiungerlo. In considerazione di quanto da più tempo sostiene l’Assessore alla Cultura, che a tale proposito ci ha dato pure degli incivili, dovrebbe per voi avere carattere di priorità assoluta.

All’Assessore al Bilancio
1. Quale sarà la capacità di investimento del nostro Comune nel 2011?
2. L’acquisizione del mutuo aumenta la capacità di investimento nel 2011?
3. In base a quali previsioni di entrata si mantiene ancora per il 2010 l’indicazione di investimenti per 1.250.000 €. Da dove pensa possano arrivare questi soldi?

Dichiarazione di voto di Mirco Perini sulle variazioni di bilancio - Consiglio comunale del 27 settembre 2010

DICHIARAZIONE DI VOTO

Punto n. 2 O.d.G. Consiglio comunale del 27.09.2010

Premesso che il nostro gruppo consiliare non ha condiviso l’impostazione del Bilancio di previsione 2010, in quanto a nostro parere alcune voci di entrata in conto capitale e di conseguenza in uscita per gli investimenti sono state sovrastimate, quali le sponsorizzazioni e gli oneri di urbanizzazione.

Constatato che alla data odierna a poco più di tre mesi dalla conclusione dell’esercizio economico tali obiettivi restano solo sulla carta.

Considerato che la variazione proposta si può valutare in un semplice assestamento di capitoli e non ha incidenza sostanziale sul bilancio di previsione.

Tenuto conto che come gruppo di Insieme per Pedrengo avevamo indicato tramite la presentazione di un’ emendamento specifico al Bilancio di Previsione 2010 e successivamente anche nel Consiglio dello scorso 21 giugno, una proposta per utilizzare parte dell’avanzo di amministrazione 2008/2009 per diminuire l’indebitamento dell’Ente.

Considerato che tale operazione avrebbe reso disponibili ulteriori risorse per la spesa sociale, senza tagliare o azzerare indiscriminatamente, come di fatto si è verificato, i contributi alle associazioni e ai gruppi di volontariato che operano nel nostro Comune.

Per tutti questi motivi il nostro gruppo esprime voto negativo.

Insieme per Pedrengo
Lista Civica


per il Gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Daniele De Sancits
Mirco Perini

domenica 26 settembre 2010

Poesia "INSIEME PER PEDRENGO"

INSIEME PER PEDRENGO

Dalle elezioni un anno è passato,
e niente di quanto promesso è stato effettuato!
Niente strade e niente scuole
solo tante belle parole!
L’aumento delle indennità
è la grande novità!
Dopo pochi mesi dall’inizio del mandato
il loro stipendio è aumentato!
Hanno rifiutato il fondo per i lavoratori
e vogliono nuovi uffici per gli Assessori!
In biblioteca il grande cambiamento
è internet a pagamento.
Giornali e riviste hanno dimezzato
e persino il cinema all’aperto viene politicizzato!
Il trasporto scolastico è aumentato
e nemmeno l’acqua pubblica hanno salvato.
Il Fondo anticrisi è stato rifiutato dall’amministrazione
e sono soli i lavoratori in cassaintegrazione.
Che dire della pista ciclabile più corta del mondo?
Si sta proprio toccando il fondo!
Poche delibere di Giunta e pochi Consigli comunali
in paese non si vedono scelte sostanziali.
Sul notiziario comunale e sui giornali
sono pubblicizzati interventi banali.
Chi amministra cerca una sterile contrapposizione,
ma questo non interessa all’opposizione
Insieme per Pedrengo ha solo una volontà:
gli interessi della comunità!

Il Gruppo “Insieme per Pedrengo

sabato 4 settembre 2010

Interrogazione sulle Case dell'acqua

Egr. Sindaco
Gabriele Gabbiadini
Comune di Pedrengo

Oggetto: Casa dell’Acqua


Il sottoscritti consiglieri comunali Fazzolari Franco e Ghislandi Giuseppe, del gruppo “Insieme per Pedrengo”, presentano la seguente interrogazione, come previsto dall’art. 19 e successivi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con richiesta di iscrizione all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile.
Egr. sig. Sindaco, Vi sarà certamente noto, il tema “acqua pubblica” oltre che aver raccolto un milione e mezzo di firme per promuovere un referendum in difesa di questo bene inalienabile, ha stimolato anche un proficuo dibattito sull’utilizzo di questa risorsa primaria per la popolazione.
Il nostro gruppo consiliare in data 19 gennaio 2010 ha presentato una mozione sul problema della privatizzazione dell’acqua pubblica, mozione discussa e respinta dalla maggioranza nella seduta del Consiglio comunale dell’8 febbraio successivo.
Nel dibattito il nostro gruppo aveva proposto di installare le case dell’acqua sulla scia di quanto avvenuto in 25 comuni dell’hinterland di Milano. In questi mesi nella provincia di Brescia sono stati installate circa 100 casette dell’acqua, mentre anche nella nostra provincia alcuni comuni hanno provveduto ad installare tali postazioni di distribuzione di acqua pubblica a km. zero.
Il 2 giugno nel nostro Comune, su iniziativa della locale associazione Acli, con la collaborazione di due nostri consiglieri comunali, si è provveduto alla raccolta delle firme necessarie per promuovere il referendum citato e sono stare raccolte oltre trecento firme di cittadini pedrenghesi.
Inoltre, è noto che le Acli della Lombardia lo scorso 2 agosto hanno inviato alla Giunta Regionale della Lombardia una lettera in merito alla gestione dell’acqua pubblica nella quale veniva espressa la loro viva preoccupazione dopo aver saputo che, secondo alcune anticipazioni giornalistiche, la Giunta regionale valuterà nei prossimi giorni l’approvazione di una legge che recepisce le direttive del Decreto Ronchi in tema di governo delle risorse idriche, aprendo le porte al commercio dell'acqua. Le Acli invitavano a una riflessione sulle molteplici implicazioni che una scelta di questo tipo, configurabile a tutti gli effetti come un’operazione di tipo commerciale, potrebbe comportare soprattutto a scapito della collettività e del bene comune. Il documento si concludeva dicendo:
“Il decreto Ronchi del 2009, alla cui abrogazione le Acli stanno dando il loro appoggio tramite l'iniziativa referendaria, rischia di contribuire all'impoverimento delle famiglie, nonché ad un forte depauperamento dei bilanci degli enti pubblici, rendendo più onerose le stesse attività produttive. Ciò che si intende quindi sottolineare, con spirito costruttivo e profondo rispetto per le attività e le decisioni istituzionali, è che occorra lavorare affinché il mercato possa esercitare una funzione di sviluppo e non divenire strumento di asservimento o di iniqua distribuzione delle risorse: fermare le speculazioni sull'acqua, ascoltando le perplessità sulla sua privatizzazione che arrivano dagli strati popolari e produttivi, costituisce un modo concreto per guardare al futuro. Per queste ragioni, le Acli della Lombardia invitano la Giunta regionale a tener conto del significato politico dell'iniziativa referendaria per l'acqua pubblica, che non parteggia per nessun partito o schieramento, ma che si pone dalla parte dei cittadini che chiedono di preservare il bene pubblico dell'acqua, non rendendolo oggetto di normale commercio privato”.
La Chiesa Cattolica ha sostenuto con fermezza, con un Documento della
Commissione Giustizia e pace in occasione del Forum di Kyoto, che l’acqua è un
“diritto umano” ed ha espresso serie riserve sui processi di gestione delegata
al mercato.
Anche il Consiglio Generale di Agesci ha sottolineato l’importanza della gestione e di un’educazione all’acqua bene comune esprimendo sostegno al referendum e la Caritas Italiana ha espresso la propria sensibilità verso l’acqua bene comune di interesse pubblico.
Tenuto presente che nell’ambito delle scelte operative di Agenda 21 il Comune di Scanzorosciate è intenzionato a collocare sul proprio territorio le case dell’acqua. Nella riunione dello scorso mercoledì 21 luglio, infatti, l’Assessore all’Ambiente di Scanozrosciate nel suo intervento al Parco del Sole di Scanzorosciate ha delineato tutta una serie di azioni per la tutela dell’ambiente e sensibilizzare sui problemi dell’ecosistema come posizionare sul proprio territorio comunale delle case per la distribuzione dell’acqua e Lei, non citando concretamente esempi di interventi, espresse l’auspicio di tradurre le promesse e quanto emerso lungo il percorso di Agenda 21 in operazioni da attuare, anche proseguendo nella collaborazione con Scanzorosciate.
Considerato che la crisi economico finanziaria produce i suoi effetti, che possono essere anche positivi, sul consumo delle persone ed in particolare sui nostri concittadini. È ora chiaro che il futuro sarà un luogo pieno di sfide destinate a cambiare il processo di crescita che ci ha accompagnato fino ad ora, soprattutto in questi ultimi anni.
Consapevoli che la parte pubblica e in particolare le istituzioni, devono farsi carico di promuovere iniziative che vadano nella direzione di un aiuto concreto alla spesa della famiglia e di un consumo “verde” e sostenibile delle risorse della terra.
Una delle iniziative scaturite da questo movimento, considerato che spesso gli acquedotti comunali garantiscono acqua “buona”, è stata certamente la promozione e lo stimolo per i comuni ad installare sul proprio territorio:
“LE CASE DELL' ACQUA”
In particolare la società pubblica provinciale UNIACQUE di cui il nostro comune è socio, o comunque altre società facilmente identificabili, suggerite anche dal protocollo europeo di Agenda 21, possono fornire l’assistenza necessaria per l’installazione delle “casette” nelle nostre piazze, che allacciandosi alla rete idrica, erogano acqua filtrata secondo processi di raggi UV e altri processi di purificazione.
Il costo che l’Amministrazione deve sostenere è quello dell’installazione, che in base alle capacità contrattuali può anche essere sponsorizzata, e la manutenzione annuale.
Il cittadino, non solo può usufruire dell’acqua sempre fresca, a KM 0, non trasporta più bottiglie pesanti, non consuma sacchi interi di bottiglie di plastica e soprattutto, in base alle scelte dell’amministrazione, può avere acqua gratis o a pochissimi centesimi al litro (entro i 10 centesimi per quella frizzante).
Il nostro Gruppo Consiliare “Insieme per Pedrengo” naturalmente esprime il proprio consenso a queste buone prassi delle amministrazioni locali e pertanto
INTERROGA
il Sindaco e la Giunta Comunale sulla volontà di condividere tali iniziative e quali azioni intendono intraprendere per installare sul nostro territorio uno o più distributore di acqua pubblica.

Per il gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Franco Fazzolari
Giuseppe Ghislandi
Egr. Sindaco
Gabriele Gabbiadini
Comune di Pedrengo
Oggetto: Casa dell’Acqua

Il sottoscritti consiglieri comunali Fazzolari Franco e Ghislandi Giuseppe, del gruppo “Insieme per Pedrengo”, presentano la seguente interrogazione, come previsto dall’art. 19 e successivi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale, con richiesta di iscrizione all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile.
Egr. sig. Sindaco, Vi sarà certamente noto, il tema “acqua pubblica” oltre che aver raccolto un milione e mezzo di firme per promuovere un referendum in difesa di questo bene inalienabile, ha stimolato anche un proficuo dibattito sull’utilizzo di questa risorsa primaria per la popolazione.
Il nostro gruppo consiliare in data 19 gennaio 2010 ha presentato una mozione sul problema della privatizzazione dell’acqua pubblica, mozione discussa e respinta dalla maggioranza nella seduta del Consiglio comunale dell’8 febbraio successivo.
Nel dibattito il nostro gruppo aveva proposto di installare le case dell’acqua sulla scia di quanto avvenuto in 25 comuni dell’hinterland di Milano. In questi mesi nella provincia di Brescia sono stati installate circa 100 casette dell’acqua, mentre anche nella nostra provincia alcuni comuni hanno provveduto ad installare tali postazioni di distribuzione di acqua pubblica a km. zero.
Il 2 giugno nel nostro Comune, su iniziativa della locale associazione Acli, con la collaborazione di due nostri consiglieri comunali, si è provveduto alla raccolta delle firme necessarie per promuovere il referendum citato e sono stare raccolte oltre trecento firme di cittadini pedrenghesi.
Inoltre, è noto che le Acli della Lombardia lo scorso 2 agosto hanno inviato alla Giunta Regionale della Lombardia una lettera in merito alla gestione dell’acqua pubblica nella quale veniva espressa la loro viva preoccupazione dopo aver saputo che, secondo alcune anticipazioni giornalistiche, la Giunta regionale valuterà nei prossimi giorni l’approvazione di una legge che recepisce le direttive del Decreto Ronchi in tema di governo delle risorse idriche, aprendo le porte al commercio dell'acqua. Le Acli invitavano a una riflessione sulle molteplici implicazioni che una scelta di questo tipo, configurabile a tutti gli effetti come un’operazione di tipo commerciale, potrebbe comportare soprattutto a scapito della collettività e del bene comune. Il documento si concludeva dicendo:
“Il decreto Ronchi del 2009, alla cui abrogazione le Acli stanno dando il loro appoggio tramite l'iniziativa referendaria, rischia di contribuire all'impoverimento delle famiglie, nonché ad un forte depauperamento dei bilanci degli enti pubblici, rendendo più onerose le stesse attività produttive. Ciò che si intende quindi sottolineare, con spirito costruttivo e profondo rispetto per le attività e le decisioni istituzionali, è che occorra lavorare affinché il mercato possa esercitare una funzione di sviluppo e non divenire strumento di asservimento o di iniqua distribuzione delle risorse: fermare le speculazioni sull'acqua, ascoltando le perplessità sulla sua privatizzazione che arrivano dagli strati popolari e produttivi, costituisce un modo concreto per guardare al futuro. Per queste ragioni, le Acli della Lombardia invitano la Giunta regionale a tener conto del significato politico dell'iniziativa referendaria per l'acqua pubblica, che non parteggia per nessun partito o schieramento, ma che si pone dalla parte dei cittadini che chiedono di preservare il bene pubblico dell'acqua, non rendendolo oggetto di normale commercio privato”.
La Chiesa Cattolica ha sostenuto con fermezza, con un Documento della
Commissione Giustizia e pace in occasione del Forum di Kyoto, che l’acqua è un
“diritto umano” ed ha espresso serie riserve sui processi di gestione delegata
al mercato.
Anche il Consiglio Generale di Agesci ha sottolineato l’importanza della gestione e di un’educazione all’acqua bene comune esprimendo sostegno al referendum e la Caritas Italiana ha espresso la propria sensibilità verso l’acqua bene comune di interesse pubblico.
Tenuto presente che nell’ambito delle scelte operative di Agenda 21 il Comune di Scanzorosciate è intenzionato a collocare sul proprio territorio le case dell’acqua. Nella riunione dello scorso mercoledì 21 luglio, infatti, l’Assessore all’Ambiente di Scanozrosciate nel suo intervento al Parco del Sole di Scanzorosciate ha delineato tutta una serie di azioni per la tutela dell’ambiente e sensibilizzare sui problemi dell’ecosistema come posizionare sul proprio territorio comunale delle case per la distribuzione dell’acqua e Lei, non citando concretamente esempi di interventi, espresse l’auspicio di tradurre le promesse e quanto emerso lungo il percorso di Agenda 21 in operazioni da attuare, anche proseguendo nella collaborazione con Scanzorosciate.
Considerato che la crisi economico finanziaria produce i suoi effetti, che possono essere anche positivi, sul consumo delle persone ed in particolare sui nostri concittadini. È ora chiaro che il futuro sarà un luogo pieno di sfide destinate a cambiare il processo di crescita che ci ha accompagnato fino ad ora, soprattutto in questi ultimi anni.
Consapevoli che la parte pubblica e in particolare le istituzioni, devono farsi carico di promuovere iniziative che vadano nella direzione di un aiuto concreto alla spesa della famiglia e di un consumo “verde” e sostenibile delle risorse della terra.
Una delle iniziative scaturite da questo movimento, considerato che spesso gli acquedotti comunali garantiscono acqua “buona”, è stata certamente la promozione e lo stimolo per i comuni ad installare sul proprio territorio:
“LE CASE DELL' ACQUA”
In particolare la società pubblica provinciale UNIACQUE di cui il nostro comune è socio, o comunque altre società facilmente identificabili, suggerite anche dal protocollo europeo di Agenda 21, possono fornire l’assistenza necessaria per l’installazione delle “casette” nelle nostre piazze, che allacciandosi alla rete idrica, erogano acqua filtrata secondo processi di raggi UV e altri processi di purificazione.
Il costo che l’Amministrazione deve sostenere è quello dell’installazione, che in base alle capacità contrattuali può anche essere sponsorizzata, e la manutenzione annuale.
Il cittadino, non solo può usufruire dell’acqua sempre fresca, a KM 0, non trasporta più bottiglie pesanti, non consuma sacchi interi di bottiglie di plastica e soprattutto, in base alle scelte dell’amministrazione, può avere acqua gratis o a pochissimi centesimi al litro (entro i 10 centesimi per quella frizzante).
Il nostro Gruppo Consiliare “Insieme per Pedrengo” naturalmente esprime il proprio consenso a queste buone prassi delle amministrazioni locali e pertanto
INTERROGA
il Sindaco e la Giunta Comunale sulla volontà di condividere tali iniziative e quali azioni intendono intraprendere per installare sul nostro territorio uno o più distributore di acqua pubblica.

Per il gruppo Consiliare
Insieme per Pedrengo
Franco Fazzolari
Giuseppe Ghislandi